martedì 18 novembre 2008

Mano alle forbici



E' nata una nuova era politica in Italia: l'era delle forbici. Si taglia di qua, si taglia di là, facendo credere che tutto sia di troppo, che nulla sia necessario, tutto può essere tagliato. Lungi da me credere che non vi siano spechi e gente che che non lavora, ma i tagli colpiscono indirettamente anche chi lavora e le figure professionali che, anche se ricoperte da fannulloni (va di moda questa parola in questo periodo) sono comunque di utilità. Si finisce così per tagliare i soldi all'università e con quale giustificazione? Premiare la meritocrazia. Da quanto la meritocrazia si premia tagliando i fondi? Qual è la relazione fra denaro e merito? Naturalmente molte delle ricerche che erano già sotto-finanziate andranno in malora e chiuderanno i battenti, così molti andranno a cercare fortuna altrove. Non bisogna lamentarsi se i migliori cervelli scappano all'estero, anche se i cervelli peggiori (quelli dei politici) non accennano a partire, anzi si sono radicati come l'erba più invadente. Fossero questi all'estero in cambio di qualcuno buono, chissà...

Dalle mie parti la politica usa la nuova era dei tagli per velare abilmente intenzioni molto più nascoste: l'ospedale di Sapri sta chiudendo con la scusa della salvaguardia delle spese, ma i reparti che verranno chiusi vengono inspiegabilmente trasferiti a parecchie decine di chilometri, in altri reparti dove continuano a costare quanto adesso a Sapri. Dietro tutto questo si nasconde l'interesse di indebolire la cittadina della Spigolatrice in favore del comune ricevente dei reparti, per consolidare bacini di elettorato e alleanze politiche in virtù delle prossime elezioni europee. Le forbici che taglieranno (ma taglieranno veramente?) non considerano il danno che verrà causato a parecchie migliaia di persone che vedono nell'ospedale saprese il più vicino nosocomio di riferimento. Molti pazienti arrivano dalla Calabria, ricevendo un ottimo servizio, riconosciuto anche all'esterno per la sua qualità.

Le lotte portate avanti anche da membri della curia negli ani '70, rischiando di essere allontanati perchè tacciati di comunismo per aver solo marciato con la popolazione, allo scopo di erigere un nosocomio più che mai necessario, vanno così alle ortiche; pochi conoscono la storia che giace dietro alle sale operatorie di un ospedale oggi all'avanguardia, dove si dice che mi mangi ottimamente e non manchi mai la pulizia. Presto, su questo blog, racconterò queste storie, perchè tutti le conoscano, anche coloro che semplicemente frequentano le nostre terre per turismo e a cui certo non dispiace la sicurezza che può dare un ospedale a portata di mano.

Abituiamoci, questi saranno gli effetti della nuova era dei tagli: via anche quello che è necessario, a cui non si può rinunciare, senza avere competenze su quello che si va a tagliare, senza conoscere le conseguenze delle lame; abituiamoci ad uffici senza neanche i soldi per le fotocopie.

State attenti anche ai vostri blog, per un piccolo banner di Google potrebbero togliervelo. Ma di questo ne riparleremo un'altra volta.

mercoledì 5 novembre 2008

Il bastone del padrone



Hanno provato in tutti i modi a delegittimare il movimento studentesco di questi giorni, il movimento che ha riempito le strade della capitale (e non solo), perchè si capisca che ormai l'istruzione ha le tasche piene di tagli mirati per cercare finanziamenti alle promesse demagogiche di questo o quel governo, nascosti dietro le favole di riforme innovative e necessarie, ma che in realtà non cambiano niente. Come nel gioco delle tre carte, cambia la posizione del re, ma il re è ancora sul tavolo.

Hanno cominciato dicendo di che non avevamo capito niente, che avevamo travisato ogni cosa: così due milioni di persone (dico due milioni) sono scesi in piazza perchè si capisse che si era capito e che sarebbe davvero singolare se docenti e ricercatori (quindi non i primi venuti) non avessero le capacità intellettive per capire. E' lo psiconano a non aver capito, ma capirà molto presto.

Hanno provato quindi a dire che il movimento era stato pilotato dalla sinistra, che era tutto una montatura; ma quando i sindacati hanno proclamato lo sciopero a Roma il 30 ottobre, gli universitari hanno disertato la manifestazione, creando un proprio corteo indipendente separato da quello principale, più o meno legale.

Visto il fallimento dei tentativi precedenti, sono passati alle tattiche fini: durante la manifestazione di piazza Navona in cui studenti di destra e sinistra tentavano di sfilare insieme, inspiegabilmente sotto gli occhi delle forze dell'ordine, entra in piazza un camioncino di mazze e similia, con cui i giovani di destra innescano la lotta. Giovani di sinistra e destra si accusano a vicenda di aver cominciato ed hanno entrambi ragione. La tattica è vecchia: si introducono dei giovani spinti dal governo perchè faccia credere a una fazione di essere stata assalita dall'altra, la prima reagisce e attacca gli opposti, che pensano anch'essi di essere stati assaliti per primi. Il risultato è nelle contusioni e nei tavolini infranti.

Se pensate che quanto appena detto sia impossibile, leggete l'intervista di Cossiga dei giorni prima, in cui l'ex presidente consigliava proprio questa tattica al nostro premier, poichè anche lui l'aveva usata a suo tempo. Questa è la procedura. Tutto perchè le telecamere compiacenti riprendano le scene e le pilotino come necessario. basta qualche piccolo montaggio. E' il bastone del padrone che richiama i suoi servi.

Fortunatamente almeno in America l'aria è cambiata, qui non cambierà perchè la nostra politica è sempre la brutta copia di qualcosa: la sinistra copia i democratici americani (male), la destra negava e ora rivendica l'intervento statale nell'economia, con riforme alla Stalin.

Obama, almeno tu non ci deludere, non diventare un nuovo Napoleone atteso come liberatore, che tradisce semplici e patrioti; non far sì che vi siano nuovi Manzoni e Foscolo che canteranno la loro delusione. L'ultima boccata d'aria non negarcela.



Gli scontri in Piazza Navona



P.S. Anche questo mese più di cento di voi mi hanno visitato e di questo vi ringrazio. Ne deduco che vi piace quello che scrivo e mi scuso se per caso qualcuno di voi attende i post e io mi faccio attendere, purtroppo mi tocca di combattere con la salute e l'università. Ma io ci sarò. Questo video è per voi, alla prossima.