
Quel gran cazzaro di Giacobbo, ce le scartavetra da anni con la storia del 2012: ci ha scritto 2-3 libri (negli intervalli fra due saggi sui templari) e ci ha creato infinite puntate del suo programma Voyager, in cui in pratica non fa altro che parlare al condizionale, con espressioni che cominciano con "sembrerebbe", "si racconterebbe" et similia.
Nessuna certezza in quel programma, lo stesso grado scientifico che si può vedere in un programma di Maria De Filippi.
Eppure, in alcune puntate del suo programma, ha dato voce alle teorie di alcuni "studiosi del 2012", secondo le quali è probabile che nel dicembre di quell'anno non ci sarà la fine del mondo, ma l'inizio di un rivolgimento, che porterà il mondo verso una nuova ere di pace e prosperità, all'insegna dell'illuminazione.
Devo confessare, che alla luce degli eventi internazionali delle ultime settimane, non ho potuto impedire che tutto questo mi venisse in mente e mi sono posto la domanda: e se l'inizio dell'illuminazione avesse come inizio i moti della costa del Mediterraneo che stanno portando popoli oppressi a ribellarsi ai loro oppressori?
È un'idea malsana, ma devo dire che ha un suo fascino: abbiamo qui sul piatto un Egitto che scende in piazza e obbliga alla fuga il proprio dittatore (nonostante lo psiconano l'abbia definito una persona saggia. Dio li fa, poi li accoppia), una Tunisia che vive una primavera di libertà. E a ruota tutto il mondo arabo sta seguendo la stessa strada, passando per lo Yemen e arrivando fino all'Albania.
Se i libri di storia non l'avessero ancora dimostrato a sufficienza, non esistano dittature che tengano di fronte all'onda rivoluzionaria del popolo. E statisticamente parlando, tutte le più grandi rivoluzioni che abbiamo conosciuto non sono mai venute dai governi, ma dai popoli che li hanno rovesciati e hanno dato inizio al nuovo corso.
L'esplosione del Medio Oriente ha sorpreso molti, direi ciascuno di noi. Abbiamo vissuto per decenni nello stereotipo che i popoli arabi amassero vivere assoggettati a regimi fascisti e teocratici e ora ci troviamo a dover aggiornare le nostre vedute. Ci troviamo a dover scoprire che forse dietro l'angolo del Mediterraneo, c'è qualcuno che ha molto più coraggio delle proprie azioni, rispetto all'Occidente cosiddetto evoluto.
Il fenomeno ha sorpreso molto anche gli americani, che fino all'ultimo non sapevano con chi schierarsi e solo a cose fatte hanno preso posizione, perchè conveniva stare dalla parte dei vincitori. Questo dimostra che i pesi e le misure del governo USA sono molte e non sempre sono orientati a difendere le scelte di libertà delle nazioni, se non a guardare il tornaconto personale, sia il governo repubblicano o democratico.
Devo confessarvi che tutto questo mi ha dato una sensazione di aria fresca, profumata; i cambiamenti portano sempre alla novità e la novità sono quanto di più eccitante si possa avere nella vita, perchè qualcosa di inedito sta per cominciare. E cominciare è la cosa più straordinaria che esista, come diceva Pavese.
Poi però mi ricordo che anche l'Italia giace sul Mediterraneo e mi chiedo: quando scoppierà la nostra ribellione? Quando avremo il nostro '68 praghese?
Abbiamo uno che ha inculcato la dittatura ad un popolo senza sparare una cartuccia, con qualche pubblicità, qualche telegiornale asservito, un po' di culi che non dispiacciono mai e l'illusione del "anche tu puoi essere come me".
Ha coltivato e impersonato il peggio del nostro popolo, dall'arrivismo al gusto/perversione nell'imbrogliare l'altro, per il semplice piacere di sembrare migliore o per proprio tornaconto, semplicemente.
Ha violentato la giustizia (che nel processo, pare, non fosse consenziente), piegandola ai propri bisogni per nascondere il marcio sotto il suo letto; ha deriso gli onesti contribuenti venendo in contro agli evasori che depositavano i priori conti in nero all'estero.
Cosa serve di più? Gli scandali sessuali? La concussione?
Domenica c'erano un milione di donne in piazza, a ributtargli in faccia il fango gettato sul loro onore, sulla loro dignità. Dovranno essere le donne a guidare questo movimento popolare che necessita al nostro paese?
Così sia. Non sarebbe la prima volta che le donne italiane invadono la piazza, sembrerò di tornare ai primi anni dopo la guerra del '15-'18 (quando le mogli scesero nelle strade per rivendicare quanto era stato promesso ai loro mariti prima che partissero per la guerra), alle marce del '68 o alle manifestazioni pro-aborto.
Sono convinto che un milioncino di uomini si possano recuperare.
In Egitto due milioni di persone sono bastate a mandar via un dittatore armato; da noi ne basterebbero anche meno, per un dittatore in mutande.

