venerdì 21 gennaio 2011

Leccaculo stipendiati



Primo post dell'anno e, per qualche incantesimo o qualche intoppo temporale, l'anno scorso di questi tempi, i giornali riportavano le stesse notizie che riportano in questi giorni.
Però col passare del tempo, i dettagli delle vicende si fanno più particolareggiati e allo stesso tempo anche più squallidi; allo stesso tempo, la conta delle mignotte che entrano nei palazzi del premier aumenta e la tristezza si fa padrona di noi stessi, leggendo di queste corti dei miracoli che si formano nelle abitazioni dello psiconano, composte da persone abiette che sfruttano la sua credulità (o anche il suo sentimento di solitudine) per farsi elargire migliaia di euro a botta e raccogliere a bocca aperta le briciole che cadono dal suo tavolo.
Sì, perché dimenticando per un attimo (se vi è possibile) l'uomo dalla discutibili amicizie mafiose e internazionali, il corruttore, il nemico primo della costituzione, è difficile non fermarsi un attimo a considerare il caso umano: un povero ottantenne, solo, che compra l'amicizia e il favore (anche sessuale) mettendo mano al proprio portafoglio o chiamando in causa il suo tesoriere di fiducia, con in mano il blocco d'assegni. Come definire quelli che accettano di essere comprati per accontentare il satrapo? Direi che si possa parlare tranquillamente di prostituzione, di uomini e donne indistintamente, perchè per prostituirsi non è necessario abbassarsi per forza le mutande.
Ma l'italiano medio dov'è di fronte a tutto questo? Si starà ponendo qualche domanda? Qualcuno ha detto in tv un po' di giorni fa: "Questa volta il premier difficilmente ne uscirà indenne, perchè non si tratta di argomenti di giustizia, ma di problematiche di cui le famiglie parlano a tavola". A parte sperare che non ci siano bambini qualora le famiglie decidano di affrontare l'argomento a tavola, ma siamo proprio sicuri che le famiglie italiane siano veramente colpite dagli accadimenti? L'impressione che ho io è che anche stavolta la cosa sbollirà nel giro di due settimane e il popolo tornerà al solito letargo da ipnosi, dovuta ai telegiornali asserviti e alle troppe ore di talent show.
Certo, se questo fosse davvero l'epilogo dello psiconano, non ci sarebbe da essere contenti per nessuno, nè per chi lo protegge, nè per chi lo osteggia; che soddisfazione ci sarebbe dopo tutto? Si è tentato per anni di convincere gli italiani a non votarlo, si sono smascherati tutti gli impicci alle spalle del popolo, e poi? Il regno del satrapo finisce per colpa di 20-30 mignotte?
Quanto tempo sprecato, potrebbero dire molti dei suoi nemici asperrimi….
Forse ha ragione Peter Gomez, quando dice che ognuno ha il 25 luglio che si merita, ma non si sa se la nazione meriti la liberazione che seguirà: nel 1945 siamo stati liberati dai partigiani, nel 2011 dalle mignotte. Capite che i tempi sono cambiati e che le proporzioni sono diverse.
Sul numero di oggi dell'Economist, lo psiconano è stato accostato a Cetto La Qualunque, il quale (come dice Antonio Albanese che lo interpreta), alla luce dei nuovi fatti, può dirsi ormai un moderato; gli altri giornali americani in genere, si stupiscono della mancata reazione popolare e trovano una sola spiegazione a questo: gli italiani sono tutti come il loro presidente.
Ovviamente non è vero, però non viene anche a voi il desiderio di sedervi un attimo e pensare: ma che cosa gira però nel cervello di quelli che vanno ad adulare?
Cosa pensano queste giovani, che danno via il proprio corpo, per avere successo, per entrare nel giro che conta, per avere la carta di credito sempre piena? Perchè vogliono giungere subito all'apice, non vogliono fare gavetta e non cercano un lavoro onesto, anche se sottopagato, come le loro coetanee? In un'intercettazione, una delle ragazze spera di ricevere dei soldi perchè non vuole trovarsi un lavoro; dice letteralmente: "non posso mica andare a guadagnare 1000 euro…".
Chissà cosa avranno pensato le donne che lavorano alla FIAT, costrette a firmare un contratto indegno, per riuscire a portare a casa anche meno di quei 1000 euro... Per non parlare dei laureati che migrano in cerca di fortuna, a cui forse dovrò unirmi fra qualche tempo.
D'altronde, ormai, il valore morale delle persone non è più un aspetto discriminante, non è più sensato aspettarsi un certo decoro dalle persone che rivestono ruoli pubblici. Dopo tutto, se anche un prete può essere pedofilo e passarla liscia, perchè chiedere a un politico di essere una persona per bene?