martedì 26 agosto 2008

Dio salvi la regina (delle api)



Brutte notizie: le api stanno morendo. Qualcuno di voi certo starà pensando che è davvero una fortuna, perchè saranno scongiurate le punture mentre si passeggia in campagna. Purtroppo, non solo per gli autori di questi pensieri ma per noi tutti, la notizia non è poi così bella.
Le api, infatti, sono una delle specie animali fondamentali della natura, una specie che, mentre assicura la propria sopravvivenza, assicura anche quella di innumerevoli altre specie, soprattutto animali. Tramite l'impollinazione, le api assicurano la sopravvivenza delle piante e di tutti gli animali che ne usufruiscono; se le piante non esistessero più, sarebbe minata anche l'esistenza degli animali erbivori e dei loro predatori, quindi in modo diretto o indiretto anche dell'uomo

Anche se in modo un po' esagerato, Einstein aveva previsto che se le api scomparissero del tutto, il genere umano potrebbe sopravvivere per soli 4 anni, e questa situazione non è lontana.

La nazione più all'avanguardia nello sterminio delle api è l'Inghilterra: nell'ultimo anno gli inglesi si sono giocati metà della popolazione di questi insetti e le stime prevedono già che entro la fine del 2008 i sudditi della regina termineranno le loro scorte di miele, dovendolo importare dall'estero, con un successivo e naturale rincaro. L'Italia non può lamentarsi della sua posizione nella classifica degli sterminatori, avendo eliminato circa 250.000 api lo scorso anno.

I motivi della morte di questi utilissimi insetti, è da ricercare soprattutto in cause di tipo ambientale, che trovano la loro origine nelle variazioni di temperature di cui spesso si sente parlare: evidentemente non sono poi fesserie...

Non possiamo nascondere che le api sono minacciate anche da un acaro che ha aumentato la sua presenza negli ultimi tempi, ma non possiamo neanche nascondere che l'uso di alcuni pesticidi a base di nicotina hanno peggiorato la situazione. Questi pesticidi hanno degli effetti stupefacenti sulle api, che perdono l'orientamento, non sono in grado di tornare al favo e muoiono.

Bisogna impegnarsi perchè almeno questi pesticidi vengano vietati, visto che combattere l'acaro e i cambiamenti climatici richiede più tempo; ricordiamo che il lavoro e i prodotti delle api vengono sfruttati per un' enorme quantità di usi, da l miele alla pappa reale, per benefici che vanno dalla medicina all'estetica.
Per chi non lo sapesse, il veleno (blandissimo, se non si è allergici) delle api è alla base di molti dei medicinali (soprattutto antibiotici) della nostra farmacopea.

Quindi d'ora in poi pensateci bene prima di ammazzare un'ape che casualmente vi ronza intorno. Un giorno potreste maledire voi stessi.



Le api stanno scomparendo

lunedì 11 agosto 2008

L'ultimo scampolo di libertà


Avanti, alzi la mano chi non ha mai pubblicato un proprio video su YouTube; non intendo necessariamente un capolavoro cinematografico, magari semplicemente un video fatto con un cellulare, che probabilmente ritrae attimi delle nostre vacanze, che abbiamo pubblicato perché amici e non amici potessero vederlo e in parte condividere le nostre emozioni.
Alzi anche la mano chi non ha mai visualizzato video su YouTube di altri utenti, magari divertente, magari spezzone di qualche programma che ci siamo persi o che non rimettono più in onda.
Quante volte abbiamo caricato video giornalistici, perchè le notizie in tv sono attendibili come le bugie di un bambino...?Ebbeno, ora qualcuno vuole attentare a tutto questo: Mediaset ha denunciato YouTube per aver pubblicato video delle proprie trasmissioni, minacciando il suo copyright e provocando milioni di perdite in ricavi dalla pubblicità.

Che cazzari. Da dove dovrebbero derivare questi ricavi? Dalla consultazione del sito internet di Mediaset, da cui rivedere i video dei programmi? Ma chi è così imbecille da spendere dei soldi per rivedere i programmi tv, anche se non esistesse YouTube? E quanti registrano le trasmissioni e le passano ad altri? Anche questi sarebbero passabili di denuncia?

Ma perchè i tg di tutta Italia riempiono i loro vuoti di informazioni con immagini da YouTube, senza pagare una lira a chi li ha realizzati? A questo punto anche la rete potrebbe denunciare giornalisti e aziende di comunicazione, poichè hanno usato video per un uso pubblico a scopo di guadagno (dietro un tg ci sono bei soldi, non nascondiamoci dietro un dito).

Chi frequenta i siti di video-sharing e la rete come il sottoscritto si chiede se per caso la denuncia per motivi di copyright non sia l'ennesimo tentativo di tappare la bocca all'informazione libera, che nel nostro caso dice la verità sullo psiconano, non più proprietario di Mediaset, ma solo sulla carta (ca nisciuno è fesso).
Guardando il video qui di seguito scoprirete chi ha condotto per conto di Mediaset l'indagine su quanti (più o meno) video dei propri programmi sono presenti su YouTube. Potete consultare il suo blog e ringraziarlo di questo suo servigio. Davvero grazie