giovedì 18 dicembre 2008

Disastri poco eleganti II



Come promesso nel post precedente, ecco la traduzione di una parte rilevante dell'articolo del TIME riguardo la mortalità infantile dovuta alla diarrea; questa patologia, provoca la morte per disidratazione, una condizione che potrebbe essere risolta con un po' di sale, zucchero e di acqua, al costo di sei centesimi di dollaro al giorno.


"I pazienti come Sohag che riescono a raggiungere un ospedale sono fortunati. Molti di loro vengono curati e dimessi nel giro di qualche giorno. Ma molti bambini non raggiungono mai un centro di cura e muoiono di disidratazione, mentre perdono i liquidi corporei più velocemente di quanto riescano a rigenerarli. I membri della loro famiglia non sanno come preparare un rimedio salva-vita che può essere realizzato al costo di qualche penny: un dito di sale e un pugno di zucchero dissolti in una caraffa d'acqua, la più semplice delle ricette per una soluzione utile alla reidratazione orale.

Economico; ma niente è disponibile come dovrebbe. La reidratazione orale ha salvato la vita di più di 40 milioni di bambini da quando è stata testata per la prima volta durante un'epidemia di colera tra i rifugiati sul confine tra India e Bangladesh nel 1971. Ma decenni dopo, rimane ancora molto sottoutilizzata. Perchè?

Perchè le città affollate e le aree remote delle nazioni più povere spesso non hanno adeguate strutture sanitarie nelle vicinanze; perchè i genitori dei bambini più piccoli non apprendono come realizzare la soluzione per la reidratazione orale a casa; perchè i sacchetti con la mistura di sale e zucchero richiedono impacchettamento, immagazzinamento e distribuzione a chi ne ha bisogno; perchè la reidratazione orale inizialmente non riduce la defecazione del bambino, portando alcuni genitori a pensare che non funzioni e ad arrendersi. Perchè - forse soprattutto - il nostro senso delle priorità sanitarie globali è purtroppo divergente. Mentre la diarrea è la principale causa di morte nei paesi in via di sviluppo, nel mondo ricco non è niente più che un fastidio. Quindi le nazioni sviluppate profondono i fondi per le cure sanitarie nelle aree percepite come quelle aventi i rischi più elevati. Si comprano farmaci antivirali e si ordinano vaccini per proteggersi contro il potenziale pericolo dell'influenza aviaria invece di portare sacchetti che costano solo sei centesimi al litro a chi muore di diarrea altrove. Ma muoiono più bambini di diarrea in un giorno di quanti ne siamo mai morti con l'influenza aviaria.

Disastri che hanno più alto profilo e più attivisti - come l'AIDS, tubercolosi e malaria - attraggono molto più interesse e denaro da grandi donatori e governi, sulla base errata che uccidano più bambini. Le celebrità non partecipano a concerti che combattono la diarrea".

giovedì 11 dicembre 2008

Disastri poco eleganti I



Se ho scritto questo post, se posseggo un computer per farlo, se voi ne possedete un altro per leggerlo, vuol dire che noi tutti siamo stati fortunati, perchè nati nel lato giusto del mondo, quello che spreca e usa più del necessario, quello che con i propri comportamenti sconsiderati affama il lato sbagliato del mondo. E' di questi giorni l'ennesima statistica sul numero più o meno esatto di poveri nel mondo, una statistica che arriva come sempre sotto Natale, giustamente perchè in questo periodo ciascuno di noi è portato per tradizione a fermarsi a riflettere maggiormente su alcuni argomenti delicati.

Comunque, durante tutto l'anno, le tv e i giornali si riempiono di lodevoli iniziative di VIP a sostegno delle tragiche situazioni dei poveri, specie dei bambini: attori e cantanti sostengono (meritoriamente) le campagne contro l'HIV e la malaria, definendole come le malattie che causano maggior morti infantili nel mondo. Fa molto rumore e scintillio fregiarsi come paladini della lotta a queste malattie, soprattutto perchè sono presenti anche nel nostro mondo evoluto. Ma nessuno dice la verità assoluta: la dissenteria (la nostra normale diarrea) uccide più bambini dell'HIV,del morbillo e della malaria messe insieme. Ecco la triste classifica, col triste numero dei morti annuali tra l'infanzia (dati del 2006):


  • polmonite: 2 milioni di morti

  • diarrea: 1.9 milioni

  • malaria: 853.000 morti

  • morbillo: 395.000 morti

  • HIV/AIDS. 321.000 morti





Naturalmente, quando si è VIP non fa molto spettacolo (e pubblicità) pubblicizzare la lotta alla diarrea.

Nel prossimo post tornerò a parlare dell'argomento e pubblicherò uno stralcio dell'articolo apparso sul Time del 16 ottobre 2006, che sto provvedendo a tradurre. Se qualcuno è interessato, posso inviare la scansione dell'articolo in lingua originale, basta chiedere alla mia mail. Nel frattempo vi lascio il link di una iniziativa su Facebook segnalatami da un mio amico. Alla prossima