Il giornalismo è una professione morta, il giornalista è una professione morta che cammina. La figura del giornalista si avvia verso il suo tramonto: in Italia ha fallito la sua missione e il s5 aprile 1,5 milioni di firme ai 3 referendum di Beppe Grillo ne hanno sancito definitivamente la sepoltura. Questo Paese non ha bisogna di un'informazione asservita, che racconta verità edulcorate, quando le racconta; il cittadino ha il diritto alla libertà di sapere, perchè possa scegliere con cognizione nel chiuso dell'urna elettorale. Lo psiconano, insiemi agli altri politici ed editori, approfittano del fatto che l'italiano è ancora lontano da internet, perchè se così non fosse i nostri politicanti verrebbero debitamente mandati via a calci nel c..o. Sulla Rete non è possibile mentire, ogni affermazione viene letta da milioni di persone e la verità viene subito a galla, senza filtri giornalistici. Ma anche i giornalisti spesso sono degli schiavi obbligati, questa liberazione è anche per molti di loro, anche loro devono liberarsi dagli editori che usano la spazzatura di Napoli e i morti sul lavoro per favorire il partito del momento e vendere più copie, dimenticando le sciagure quando non è possibile o non è più necessario sfruttarle. Il primo passo per liberarci è stato fatto: ora vigiliamo che tutto non vada a finire nelle cantine del Parlamento, come forse è accaduto l'anno passato per il primo V-day. Occhi aperti.
Domani è il 25 aprile e oggi come 63 anni fa abbiamo bisogno di liberarci. Nel'45 bisognava liberarsi da due dittature che avevano attanagliato il nostro Paese, oggi bisogna liberarsi da un'altra dittatura, quella che usa gli strumenti dell'informazione per far sapere ciò che vuole far sapere e nascondere ciò che si vuole si nascondi. Per liberare noi e l'informazione, abbiamo bisogno di fare tre cose:
abolire l'ordine dei giornalisti, creato da un'altra dittatura: quella fascista
abolire la legge Gasparri sull'informazione e la televisione
abolire i finanziamenti statali ai giornali
Se in Italia l'informazione fosse libera, se si sapesse tutto di quelli che vivono nel Parlamento, di coloro che con compiacenze politiche minano la salute pubblica in nome del guadagno, lo psiconano non sarebbe ancora al governo per altri 5 anni di vergognae le facce politiche che continuiamo a vedere sarebbero solo in ricordo. Alle tribune si presenterebbero solo facce nuove per davvero. Pensate se qualcuno parla delle condanne dei parlamentari, sulle alternative a scelte come la TAV e il nucleare, alle violazioni di Rete 4 che costeranno milioni a tutti gli italiani. Tutto questo mina la nostra libertà, la libertà di sapere, di scegliere in funzione di questa conoscenza dei fatti. Solo su internet non si può mentire, se si mente ci saranno migliaia di persone pronte a smentire, con tanto di prove a carico. ma la frequentazione italiana della rete è ancora abbastanza carente, l'italiano medio è solo in grado di sbavare davanti alle vetrine dei cellulari, il suo accesso alla tecnologia moderna, il suo interesse per quello che accade intorno si ferma lì. Per tutti questi motivi, domani, liberiamoci: andiamo ai banchetti del V-day e firmiamo. Cliccando sui banner qui sulla destra della pagina potrete sapere quali sono i banchetti più vicini alla vostra abitazione o città. Buona liberazione tutti.
Signori, ci ritocca: ancora 5 anni dello psiconano. Purtroppo di alternative valide al governo uscente non ce n'erano e non è che quest'ultimo si sia fatto rimpiangere. Mi dispiace per tutti quelli che diffidano della politica, perchè diffidano ancora più dello psiconano. Preparatevi a nuovi editti bulgari, ai vostri soldi pubblici che andranno alle scuole private senza il vostro consenso, ai diritti delle coppie di fatto non riconosciuti, a leggi ad personam, a violazioni delle leggi europee sulle telecomunicazioni, a un Sud che verrà sempre più trascurato, perchè lo psiconano ha vinto grazie alla Lega Nord, e questo peserà nel lungo termine. Preparatevi a un controllo ancora più completo dell'informazione, con in pratica 6 reti a disposizione di un solo uomo, ci saranno ascoste montagne di cose. L'unica nostra risorsa rimarrà la rete. Per cambiare le cose, o almeno per cominciare, ci vediamo tutti il 25 aprile al secondo V-Day. Non si tratta della fantasia di un comico e dei suoi seguaci, purtroppo è tutto vero. La Rete parla, ma l'italiano ancora mastica troppo poco l'informatica per raggiungere le notizie. Se il popolo sapesse, sarebbe già cominciata la rivoluzione. Senza armi. Abbiamo di nuovo in Parlamento la scorta minima di condannati, un referendum popolare ha dimostrato la volontà di un popolo di cambiare tutto questo, ma quella ch doveva divenire una proposta di legge giace ormai nelle scartoffie della falsa burocrazia. Gente, correte alla rivoluzione, combattete con la Costituzione in una mano, i vostri diritti e la rabbia nell'altra.
Carissimi, mani in tasca e cercate gli spiccetti, quante più ne trovate. Tocca fare una colletta. Perchè? Beh, da adesso in poi ci toccherà pagare più di 300.000€ al giorno, a partire dal 1° gennaio 2006 fino ad oggi. Fate voi i conti. Se vi state chiedendo anche perchè dovremmo pagare questa ingente somma, vi dico che l'Unione Europea ci ha multati (come nazione) per aver mancato di applicare la direttiva che ci ingiungeva di liberare le frequenze di Europa 7 illegalmente occupate da Rete 4, cosa che non è avvenuta. Da qui la multa, della cui entità potete rendervi conto da soli. I fatti risalgono a un bel po' di anni fa, quando Europa 7 compre legalmente le frequenze, che vengono comunque invase dalle trasmissioni di Rete 4. Inutili i ricorsi alla magistratura, specialmente sotto il governo dello psiconano, che essendo il proprietario della rete imputata, si è ben visto dal concedere ragione alla rete invece giustamente assegnataria, uscendosene come al solito con la persecuzione dei guidici nei suoi confronti, praticando così una pressione psicologica sui guidici. Vediamo poi un po' chi condiziona i guidici... Fortunatamente Europa 7 non si da per vinta e ricorre alla Corte Europea, che le da ragione. Sotto il governo Prodi, il ministro delle Telecomunicazioni Gentiloni viene invitato per discutare delle leggi italiane sulle comunicazioni, ma non si presenta, inviando al suo posto una portavoce. In ogni caso l'Unione Europea è chiara: o si rispetta il dettame di liberare le frequenze, oppure multa. Ultima è venuta l'ormai ex-ministro Bonino, che ha dichiarato la questione non prioritaria. Ora tocca pagare a noi, fuori gli spiccetti. Per la vostra curiosità, seguite questo link. Sta per arrivare il monaco questuante, date il vostro contributo alla raccolta. Qui di seguito un'intervista da ascoltare con attenzione, cliccate sul filmato. Quando sarete nel chiuso delle cabine elettorali, meditate chi state per votare
C'è poco da fare: saranno antipatici, pieni di sè, eccessivamente nazionalisti e non hanno il bidè; ma una cosa è certa: i Francesi sono avanti, e di molto anche. E' ormai dal lontano 1789 che la Francia rappresenta un lume di libertà per tutto il continente, e i suoi rappresentanti lo dimostrano, dimostrando anche una certa intelligenza in chi li ha scelti. Mentre tutto il mondo si interroga sul disertare o non disertare le Olimpiadi, i nostri governanti hanno già dimenticato (o fanno finta di aver dimenticato) quello che è successo in Tibet nell'ultimo mese, e ottenebrati dalla paura di scatenare chissà quale problema diplomatico, ma soprattutto quale fastidio agli sponsor, danno per certa la propria partecipazione e quella delle proprie delegazioni all'evento. Si ignora quello che sta succedendo per le strade dove corre la fiaccola olimpica, dove centinaia di persone indignate cercano di fermare la corsa del tedoforo, per attirare l'attenzione sui principi base dei Giochi e del diritto umano, che vengono violati gravemente nella nazione designata ad ospitare le competizioni, in barba ai risaputi infrangimenti dei principi umani riconosciuti in sede delle Nazioni Unite. Solo Sarkozy, da perfetto francese che impersona lo spirito liberale di un'intera cultura nazionale, ha trovato il coraggio di dare le proprie condizioni per la sua presenza: l'apertura della Cina al dialogo con il Dalai Lama, la fine delle violenze in Tibet e un chiarimento su quanto accaduto, la liberazione dei prigionieri politici.Quanto al dialogo, esso dovrà essere "realmente costruttivo e vertere sul riconoscimento dell'autonomia per la regione himalayana, e dell'identità spirituale, religiosa e culturale dei tibetani". Tutto questo è anche il frutto di una mente giovane che concepisce idee: i nostri politici sono quasi tutti over 60, e con le loro paure e i loro interessi non fanno altro che rendere più ridicolo e meno responsabile il nostro popolo, agli occhi di chi ci guarda. E tra questi occhi c'erano e ci sono quelli di innocenti Tibetani. Onore alla Francia
Ormai lo studente all'interno dell'università conta come il due di bastoni a briscola. Si è tramutato in niente più di un automa pagante, un essere che si preoccupa di portare a casa gli esami e pagare le tasse, come un perfetto cittadino dell'ateneo, ma sempre meno conscio dei propri diritti e di quello che gli succede intorno. Così di anno in anno le regole cambiano e ci si trova in un attimo e senza preavviso dal nuovo ordinamento al nuovissimo, senza che nessuno sappia che se ne sia mai discusso in qualunque sede, senza sapere se l'eventuale discussione sia avvenuta in presenza di rappresentanti studenteschi, della cui considerazione in queste sedi si conosce già l'entità. Come in ogni altro pezzo della nostra società, chi dirige governa usando come arma l'ignoranza di chi è diretto, che immerso come un pecorone in un gregge, lascia passarsi tutto addosso, accettando qualunque evento nefasto in posizione π mezzi. Così accade che alcuni docenti non proprio zelanti nel proprio lavoro, impongano gli appelli esclusivi, pur sapendo che ogni studente ha il diritto di sostenere tutti gli appelli dell'anno accademico per cui ha pagato le tasse, perchè a volte esistono delle persone geniali in grado di preparare un esame nei 15 giorni compresi tra deu appelli regolari. Perchè non dare loro una possibilità? Difatti su nessun sito web di nessun docente compare accenno all'esclusività degli appelli, a testimonianza dell'illegalità della cosa. Accade anche che qualche docente, per correggere meno compiti nel periodo estivo e anticipare le vacanze, avverte gli studenti che negli appelli di recupero ci saranno argomenti non trattati a lezione. Altamente illegale. E che dire dei professori che rendono difficilissimi i secondi appelli e facilissimi i primi? Giustificano il tutto dicendo che chi fa i secondi appelli ha più tempo per studiare, come se fra i due esami si studiasse solo per un esame; si ignora che spesso si fa il secondo appello di una materia per fare il primo di un'altra. Esiste poi la specie dei docenti che non lascia materiale per lo studio, solo testi di esame, dispense o slide accennate, nessun libro di esercizi o dispensa di esercizi (con soluzioni guistificate) disponibili. Spesso neanche i testi consigliati servono a qualcosa. Non di mentichiamo gli accorpatori, che traducono le direttive mininsteriali di diminuizione degli esami, in dettami di accorpamento, che portano solo a unire esami che già da soli si rivelano un'impresa, in passato erano per questo stati divisi. A questo si unisce un'errata assegnazione dei crediti, che mettono sullo stesso piano esami con lo stesso nome in facoltà diverse (vedi ingegneria informatica e gestionale), pur essendo il peso di studi di molto differente. Ma è tutto il sistema ad essere marcio, lo testimoniano le file kilometriche in segreteria, con gli sportelli aperti ma con impiegati poco impiagati, ma molto occupati a parlare al telefono (a nostre spese) col parentato. Molti neanche pensano di lavorare per redimersi dal peccato di essere lì perchè parenti o amici di. Tutto ciò mentre in università piccole si dotano gli utenti di SIM per conoscere la variazione degli orari di lezioni ed esami, di tessere magnetiche per stampare i documenti necessari dai numerosi terminali sparsi per l'ateneo. I Pink Floyd sono stati profetici