Ormai lo studente all'interno dell'università conta come il due di bastoni a briscola. Si è tramutato in niente più di un automa pagante, un essere che si preoccupa di portare a casa gli esami e pagare le tasse, come un perfetto cittadino dell'ateneo, ma sempre meno conscio dei propri diritti e di quello che gli succede intorno.Così di anno in anno le regole cambiano e ci si trova in un attimo e senza preavviso dal nuovo ordinamento al nuovissimo, senza che nessuno sappia che se ne sia mai discusso in qualunque sede, senza sapere se l'eventuale discussione sia avvenuta in presenza di rappresentanti studenteschi, della cui considerazione in queste sedi si conosce già l'entità.
Come in ogni altro pezzo della nostra società, chi dirige governa usando come arma l'ignoranza di chi è diretto, che immerso come un pecorone in un gregge, lascia passarsi tutto addosso, accettando qualunque evento nefasto in posizione π mezzi. Così accade che alcuni docenti non proprio zelanti nel proprio lavoro, impongano gli appelli esclusivi, pur sapendo che ogni studente ha il diritto di sostenere tutti gli appelli dell'anno accademico per cui ha pagato le tasse, perchè a volte esistono delle persone geniali in grado di preparare un esame nei 15 giorni compresi tra deu appelli regolari. Perchè non dare loro una possibilità?
Difatti su nessun sito web di nessun docente compare accenno all'esclusività degli appelli, a testimonianza dell'illegalità della cosa.
Accade anche che qualche docente, per correggere meno compiti nel periodo estivo e anticipare le vacanze, avverte gli studenti che negli appelli di recupero ci saranno argomenti non trattati a lezione. Altamente illegale.
E che dire dei professori che rendono difficilissimi i secondi appelli e facilissimi i primi? Giustificano il tutto dicendo che chi fa i secondi appelli ha più tempo per studiare, come se fra i due esami si studiasse solo per un esame; si ignora che spesso si fa il secondo appello di una materia per fare il primo di un'altra.
Esiste poi la specie dei docenti che non lascia materiale per lo studio, solo testi di esame, dispense o slide accennate, nessun libro di esercizi o dispensa di esercizi (con soluzioni guistificate) disponibili. Spesso neanche i testi consigliati servono a qualcosa.
Non di mentichiamo gli accorpatori, che traducono le direttive mininsteriali di diminuizione degli esami, in dettami di accorpamento, che portano solo a unire esami che già da soli si rivelano un'impresa, in passato erano per questo stati divisi. A questo si unisce un'errata assegnazione dei crediti, che mettono sullo stesso piano esami con lo stesso nome in facoltà diverse (vedi ingegneria informatica e gestionale), pur essendo il peso di studi di molto differente.
Ma è tutto il sistema ad essere marcio, lo testimoniano le file kilometriche in segreteria, con gli sportelli aperti ma con impiegati poco impiagati, ma molto occupati a parlare al telefono (a nostre spese) col parentato. Molti neanche pensano di lavorare per redimersi dal peccato di essere lì perchè parenti o amici di. Tutto ciò mentre in università piccole si dotano gli utenti di SIM per conoscere la variazione degli orari di lezioni ed esami, di tessere magnetiche per stampare i documenti necessari dai numerosi terminali sparsi per l'ateneo.
I Pink Floyd sono stati profetici

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