C'è poco da fare: saranno antipatici, pieni di sè, eccessivamente nazionalisti e non hanno il bidè; ma una cosa è certa: i Francesi sono avanti, e di molto anche.
E' ormai dal lontano 1789 che la Francia rappresenta un lume di libertà per tutto il continente, e i suoi rappresentanti lo dimostrano, dimostrando anche una certa intelligenza in chi li ha scelti.
Mentre tutto il mondo si interroga sul disertare o non disertare le Olimpiadi, i nostri governanti hanno già dimenticato (o fanno finta di aver dimenticato) quello che è successo in Tibet nell'ultimo mese, e ottenebrati dalla paura di scatenare chissà quale problema diplomatico, ma soprattutto quale fastidio agli sponsor, danno per certa la propria partecipazione e quella delle proprie delegazioni all'evento.
Si ignora quello che sta succedendo per le strade dove corre la fiaccola olimpica, dove centinaia di persone indignate cercano di fermare la corsa del tedoforo, per attirare l'attenzione sui principi base dei Giochi e del diritto umano, che vengono violati gravemente nella nazione designata ad ospitare le competizioni, in barba ai risaputi infrangimenti dei principi umani riconosciuti in sede delle Nazioni Unite.
Solo Sarkozy, da perfetto francese che impersona lo spirito liberale di un'intera cultura nazionale, ha trovato il coraggio di dare le proprie condizioni per la sua presenza:
l'apertura della Cina al dialogo con il Dalai Lama, la fine delle violenze in Tibet e un chiarimento su quanto accaduto, la liberazione dei prigionieri politici.Quanto al dialogo, esso dovrà essere "realmente costruttivo e vertere sul riconoscimento dell'autonomia per la regione himalayana, e dell'identità spirituale, religiosa e culturale dei tibetani". Tutto questo è anche il frutto di una mente giovane che concepisce idee: i nostri politici sono quasi tutti over 60, e con le loro paure e i loro interessi non fanno altro che rendere più ridicolo e meno responsabile il nostro popolo, agli occhi di chi ci guarda. E tra questi occhi c'erano e ci sono quelli di innocenti Tibetani.
Onore alla Francia

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