mercoledì 14 maggio 2008

Studenti fuori sede, quindi senza diritti


Ok, i fascisti hanno riconquistato la capitale, ma in tempi in cui ormai si è capito che la falce e il martello e il fascio sono facce della stella medaglia, i più incuriositi dal cambio del sindaco sono certamente gli studenti fuori sede. Gli studenti si aspettano di ricevere più considerazione nella città e di ricevere maggiori agevolazioni essendo contribuenti al pari degli studenti residenti.

Ogni giovane che viene dal Sud o da zone limitrofe a studiare a Roma, nella maggioranza dei casi stipula un regolare contratto di locazione, contribuendo così ad incrementare il mercato del settore, sapendo comunque come il medesimo settore si approfitti in modo spasmodico degli studenti, fascia debole e che può rivendicare pochi diritti di fronti al locatore: ho visto amici che hanno accettato, per risparmiare, di vivere instamberghe che non avrebbero le condizioni di abilità, in cui in una sola stanza di 20 mq si trovano il salotto, la cucina, il bagno, la camera da letto doppia, con un divano letto e una brandina rialzata con impalcature da cantiere; nessun tavolo degno di questo nome per studiare o solo mangiare.

Capita così che lo studente accetti il rischio dell'affitto in nero, per pagare di meno ma almeno guadagnarsi una casa degna di questo nome, in cui si possa avere un tavolo per studiare e non si soffra la condizione di claustrofobia derivante dalla percezione di abitare in un ascensore. ma anche in questa condizione, seppure per tacito accordo con i proprietari, i giovani pagano comunque la tassa sui rifiuti al comune, il canone TV, oltre a luce, acqua e gas, incrementando quindi anche i guadagni del terziario locale.
La tassa universitaria, poi, si aggira mediamente sui 600€ annui, altro introito per l'ateneo cittadino e di turno e per la regione Lazio.
Ma il comune come ripaga questo contributo? Se si prova a viaggiare sui mezzi con gli abbonamenti ridotti, si viene multati con multe dai 50 ai 100€, il funzionario di turno scarabocchia l'abbonamento con la scritta ELUSIONE, facendovi sentire come dei criminali marchiati. Tutto questo perchè le riduzioni sono previste solo per residenti e vincitori di borse di studio, due eventi rarissimi, visto che nessun studente vuole vincolarsi a Roma spostando la residenza (e spesso non può perchè il contratto non è regolare) e la borsa di studio va sempre ai poverissimi e agli stranieri, mai che si assegni una borsa per soli meriti.
Ogni volta che si prova a frequentare una biblioteca comunale, bisogna dare un indirizzo di domicilio, e e non si ha una residenza bisogna sperare che si conosca qualche parente o amico compiacente, che accetti di prestare il proprio indirizzo per simulare una fantomatica residenza presso la loro residenza. Inoltre nessuna di queste biblioteche è mai aperte il sabato un numero di ore soddisfacente, quindi chi non ha un tavolo deve attendere fino a lunedì per poter ristudiare. Il colmo? Gli studenti fuori sede non hanno potuto firmare per i referendum di Beppe Grillo lo scorso 25 aprile, perchè i funzionari ai banchetti potevano verbalizzare solo le firme di residenti del Lazio, mentre il funzionario che avrebbe potuto verbalizzare le altre se ne stava comodamente chiuso nel municipio di zona.


P.S. Per risollevarci un po', allego a questo post una barzallettina molto carina su Fourier raccontatami da un caro amico recentemente. Spero la capiscano altri, a parte l'ingegnere medio...



La madre e il padre di Fourier sono a parlare nel salotto della loro casa. Il padre dice alla madre:

- Cara, nostro figlio dovrebbe smetterla di parlare di quel suo amico immaginario...

E la madre al padre:

- Non preoccuparti caro, è solo una fase...

1 commento:

Unknown ha detto...

L'unica soluzione è: "EMIGRARE" :-)
Appena sono arrivato ad Edimburgo, mi hanno spedito la scheda elettorale per le elezioni locali.