martedì 7 ottobre 2008

Uomini e mele



Avete mai riflettuto su quanto siano intrecciate la storia (reale o letteraria) degli uomini e quella delle mele? Da un punto di vista pseudo-storico, questo connubio inizia con Adamo ed Eva, nel famoso episodio biblico, in cui Adamo viene circuito dalla sua donna e coglie e poi mangia la mela proibita, vale a dire una mela di probabile origine cinese, fatta ad imitazione della polpa made in Italy e in violazione delle vigenti norme CEE. Non a caso pare che il serpente avesse gli occhi a mandorla e sia poi scappato a bordo di un risciò. Questo rappresenta l'unico caso, forse, i cui l'incontro con una mela sia stato drammatico per l'umanità.

Qualche millennio dopo, in quel di Grecia, la dea Ate gettava il pomo della discordia sul tavolo del banchetto, dando l'incipit alla guerra di Troia. Ci teniamo a precisare, che in virtù del vigente decreto Carfagna, il termine troia è proibito, poichè le prostitute non sono mai esistite e le signorine che si incontravano sui marciapiedi erano in realtà guardie forestali in borghese, che controllavano che il numero di foglie sugli alberi fossero in numero costante. Pertanto, d'ora in poi, si parlerà di guerra di Povia, in omaggio al famoso poeta cacciatore di piccioni.

Nelle favole da bambini, si incontra la triste vicenda di Biancaneve e i sette nani, in cui la protagonista viene avvelenata da una mela donata con l'inganno dalla matrigna, travestita da vecchietta; la morale della favola è chiara: la frutta va lavata prima di mangiarla

Seguendo il nostro fil rouge temporale, giungiamo al Seicento; in un anno di fine secolo, Newton sedeva sotto un albero, pare per leggere finalmente in santa pace l'ultimo numero di Topolino; proprio nel mentre, una mela cadeva da un ramo e lo colpiva nel mezzo della capoccia. Fu quel giorno che newton formulò la sua famosa legge matematica, per cui: ogni corpo che si stacca da un albero, prima o poi cade per terra.

Facciamo un salto di più di due secoli e giungiamo a metà Novecento, per parlare di una delle più grandi menti mai apparse nella matematica e nell'informatica: Alan Turing. La soria di quest'uomo è davvero avvincente e invito perciò ciascuno di voi a leggere almeno una volta la sua biografia.

Pochi sanno che Turing fosse omosessuale e che una sera, tornando a casa, abbia incontrato un giovanetto molto attraente, capace di risvegliare i suoi ormoni assopiti; così, il nostro Alan se lo porta a casa. Peccato che dopo la notte d'amore, mentre Turing dormiva, il ragazzetto decide di avvalersi della facoltà di prendere qualche oggettino in casa (inspiegabilmente tutti di valore) e di allontanarsi velocemente, scomprendo.

Scoperto il tutto, Turing si reca alla polizia, dimenticando di omettere il dettaglio della notte di passione; così, passa da essere la vittima ad essere un colpevole e gli viene imposta una scelta: la galera o una cura alla sua devianza. Turing, naturalmente, accetta la seconda opzione e si fa somministrare dose massicce di ormoni femminili, fino a vedersi crescere corposamente il seno. Per la vergogna, decide d farla finita, evitando alla madre il dolore di sapere che il figlio si è suicidato; quindi, riempie un cesto di mele e le avvelena tutte, per far credere a un attentato di qualche rivale e ne morde una, uccidendosi.

Ora potete anche comprendere, forse, perchè sui vostri Mac o dietro i vostri Ipod compare una mela morsa.

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