sabato 14 febbraio 2009

Un pezzo di gioventù



Due giorni fa si è spento Giacomo Bulgarelli. Qualcuno, con qualche primavera in più di me, dirà che un pezzo della sua giovinezza è andato via. E' andato via un pezzo di quel calcio leggendario, fatto di scarpe rotte e stipendi da impiegati, quando non si sapeva cosa fosse il doping e si trovava la forza di correre su un campo spesso senza erba soltanto con qualche panino al salame. E' stata ammainata una bandiera, ci ha lasciato un uomo capace di rappresentare da solo undici combattenti sul terreno di battaglia e questo ci fa sorridere in un tempo di mercenari, di finti capitani che lasciano la loro nave che affonda prima dei loro equipaggi. Va via un pezzo di giovinezza di chi ricorda quel mitico Bologna che, come si legge su qualche sito di tifosi, "fece tremare il mondo", quando era ancora possibile che una squadra di provincia potesse vincere lo scudetto, davanti alle solite Inter e Juventus, prima che il denaro creasse una barriera di banconote, tra chi può lottare per la gloria e chi lotta per non affogare, combattendo con dodici avversari ogni domenica sul tappeto verde; va via un pezzo di sport in bianco in nero, quando le partite si giocavano tutte alla stessa ora e le si poteva sentire tutte per radio, senza dover aspettare che televisioni e sponsor decidessero ora e posto.

Sembrerà incredibile, ma va via anche un pezzo della mia giovinezza, quelle giornate seduto davanti alla televisione a giocare alla Playstation, sfidando la console a con un palla, e la telecronaca era sua, di Giacomo. La prima telecronaca in italiano, un altro pezzo di storia.

Tornerò a casa fra qualche mese, forse riprenderò quel gioco. Un omaggio a pezzi di varie di gioventù.



mercoledì 11 febbraio 2009

Categorie di defunti



Non so voi, ma quando rivedo gli anglo-americani che sbarcano in Normandia mi sento meglio, vedo il bene che trionfa sul male e vedo ancora un barlume di speranza; come mai nessuno si dispiace per i tedeschi sbaragliati? Semplice: i tedeschi erano occupatori e nel frattempo si divertivano a portare a termine il loro sterminio razzista. Tutti siamo invece commossi nel vedere le scene dei soldati americani feriti o uccisi in una specie di mattatoio militare.

Questo accade perchè i morti non sono tutti uguali, non nascondiamocelo, e ciò è vero anche nella nostra più piccola realtà nazionale: durante la guerra c'è chi ha combattuto per darci la libertà di criticare e anche solo di pensare ( i partigiani) e chi ha cercato fino all'ultimo di difendere la legittimità di una dittatura che stava consumando un intero paese (i repubblichini). Ora, zitti zitti come sempre, i nostri governanti propongono una legge per equiparare i morti delle due parti, a scopo pensionistico; questa equiparazione è vergognosa, perchè dà lo stesso valore ad entrambe le parti. Non basta morire per un qualsiasi ideale per essere degni di riconoscimento, ciò che conta è anche l'ideale stesso. Potete leggere tutto sul sito dell'Anpi, ma ecco qui un estratto. Spero di leggere numerosi i vostri commenti.



"ONOREVOLI COLLEGHI ! — La presente proposta di legge nasce dall’esigenza di attribuire a coloro che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale un riconoscimento analogo a quello attribuito ai combattenti della guerra 1914-1918 dalla legge 18 marzo 1968, n. 263. L’istituzione dell’ « Ordine del Tricolore » deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della « bontà » della loro lotta per la rinascita della Patria. Non s’intende proponendo l’istituzione di questo Ordine sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile sull’altare della memoria comune, ma riconoscere, con animo oramai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare della storia d’Italia [...]. Molti combattenti, giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e « imperiale» del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente; altri, maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono con la parte avversa, « liberatrice», pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria".

sabato 7 febbraio 2009

Mani legate



Salve a tutti. Vi chiedo scusa per la lunga assenza, ma purtroppo la salute non mi assiste negli ultimi tempi. Comunque spero potremo vederci più spesso da qui in avanti.

Purtroppo il mio ritorno non porta buone notizie: zitti zitti, piano piano, come piace a loro, ci stanno propinando un'altra legge taglia-libertà, che minaccia di imbavagliare chi, come me ed altri, parlano ed esprimono le proprie idee attraverso la rete e i blog. Qui di seguito trovate lo stralcio fondamentale della legge. Non ci sono commenti. Un giorno potremmo non rivederci più, non per colpa della mia salute, ma perchè i server mi hanno oscurato. Su ordine di qualche ministro.



"Art. 50-bis. Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3.I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione,
individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete
internet, o con altro mezzo di propaganda".



Don Milani e l'obbedienza