
"Ascoltate per un attimo le voci delle madri d'Africa: vi racconteranno delle speranze per i loro bambini, ma faranno anche il conto dei figli che hanno perso, portati via da una febbre improvvisa; figli morti fra le loro braccia, mentre venivano trasportati in un viaggio disperato, lungo mezza giornata, a piedi, dal villaggio alla clinica più vicina.
Le conseguenze a lungo termine sono allo stesso tempo insidiose e tragiche e dipendono anche dalla capacità degli USA di prevalere contro i jihadisti. La malaria non solo toglie linfa alla produttività e allontana i possibili investimenti, ma, paradossalmente, aumenta il tasso di crescita della popolazione. Invece di generare due o tre figli, le coppie che vivono in una regione malarica, spesso scelgono di averne sei o sette, non sapendo quanti ne sopravviveranno.
La malaria contribuisce anche a creare in Africa una trappola di particolare ferocia. Per uno strano scherzo di un destino ecologico, l'Africa detiene il primato di morti per questa malattia, il risultato di un clima tropicale, del tipo particolare di zanzare presenti, dei numerosi luoghi favorevoli alla vita e alla riproduzione di questi insetti.
Una recente ricerca ha dimostrato che le infezioni da malaria aumentano il rischio che un individuo sieropositivo possa trasmettere ad altri il proprio virus dell'AIDS.
Osama Bin Laden ha invocato la jihad in Africa, provando a capitalizzare l'estrema povertà del continente. Ecco come possiamo rispondere. La malaria ha disegnato una trappola di povertà per l'Africa, ma questa trappola può essere finalmente aperta. Spettacolari avanzamenti tecnologici, alcuni dei quali incredibilmente semplici, offrono soluzioni pratiche e a basso costo. La più ovvia è quella delle reti trattate con insetticida, per proteggere e avvolgere i letti, ora meglio progettate per durare anche cinque anni. Il costo per produrre, trasportare e distribuire ciascuna di queste reti è di dieci dollari. Una nuova generazione di medicinali basati sull'artemisia, un estratto di un tradizionale rimedio erboristico cinese, è estremamente efficace nel trattare i casi di malattia, al costo di circa un dollaro a trattamento.
Una famiglia africana non può affrontare neanche il costo di dieci dollari o di un dollaro quando un bambino si ammala. I governi africani affrontano questi costi con budget insufficienti oppure fanno sforzi vitali per istruire gli impiegati delle sanità locali, assicurandosi che ogni villaggio abbia accesso sicuro a medicinali efficaci.
Considerando il costo delle reti, dei medicinali e di altri mezzi per la lotta alla malaria, un programma comprensivo costerebbe circa quattro dollari e mezzo per africano a rischio, o circa tre miliardi di dollari all'anno per l'intero continente. Una quantità di denaro troppo grande per l'Africa, ma molto piccola per il mondo ricco.
I volontari della Croce Rossa hanno distribuito le reti a più della metà delle famiglie del Togo nel 2004 e del Niger nel 2005, nel giro di alcuni giorni, in ciascun Paese. Questo modello di consegna di successo potrebbe essere replicato in tutta l'Africa, per il 2010 o prima, ma tutto dipenderà dalla risorse messe in campo.
Nuovi movimenti civili, tra cui Malaria No More e Nothing But Nets sono state create per raggiungere nuove scoperte."
Dal Time del 15 gennaio 2007
Il proggetto dell'Unicef


