
Da giovane ingegnere nel 1972, Takeo Fukui ha progettato il primo motore in grado di rispettare gli standard americani del Clean Air Act dello stesso anno, senza nessun costoso convertitore catalitico, facendo della Honda una delle prime industrie automobilistiche a convertire l'ambientalismo in un vantaggio competitivo. Oggi, coi prezzi dei carburanti che si avvicinano a quelli del 1972 e con una clientela alla ricerca di mezzi a consumo efficiente, essere "verdi" è qualcosa che paga ancora. Ma leggendo i dati dell'anno in corso (2006, ndr), Fakui osserva che se il mondo del business continuerà ad essere così com'è adesso, "non ci permetterà di esistere".
Le altre compagnie, visto il vantaggio nell'essere rispettosi dell'ambiente, non sono rimaste inermi. Ad oggi, per esempio, la Toyota usa una singola linea produttiva per generare tipologie diverse di veicoli, cosa che ha permesso di ridurre l'energia utilizzata del 30% a partire dal 2002. Sono diminuite anche le emissioni di anidride carbonica per auto e la compagnia si è posta l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni globali di questo gas del 20% (rispetto al 2001), entro il 2010.
Anche al di fuori del mondo delle quattro ruote, l'ambientalismo non ha tardato a fare apprezzare i propri pregi. La grande catena di supermercati Walmart, ha lanciato nel 2006 una serie di iniziative di alto profilo ambientale, come per esempio la costruzione sperimentale di magazzini "verdi" in Texas e Colorado, e una campagna per vendere lampadine fluorescenti, compatte e ultraefficienti in 100 milioni di case.
Richiedendo efficienza energetica e pratiche amiche dell'ambiente ai propri partner commerciali, come ridurre i rifiuti da imballaggio e commerciare solo cibo ecosostenibile, Walmart potrebbe contribuire a scatenare un'onda verde negli USA e nella loro economia, soprattutto fra le piccole compagnie che potrebbero essere meno vogliose o capaci di produrre dei cambiamenti per conto proprio.
P.S. I contenuti di questo post e di quello precedente sono basati in buona parte sugli articoli apparsi sui numeri del Time dell'11 dicembre 2006 e del 15 gennaio 2007, per chi volesse leggere le versioni originali e le parti non comprese nei post. Al prossimo post, in cui parleremo di come, con soli dieci dollari, si può salvare la vita di una persona colpita da malaria. Saluti.

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