mercoledì 14 ottobre 2009

Giustizia a metà



Sono passati ormai più di otto anni dal terribile G8 di Genova, così terribile che a distanza di tutto questo tempo nessuno ricorda più perchè fosse stato organizzato e quali fossero le problematiche da discutere. Tutti però abbiamo negli occhi le immagini di quell'evento: le cariche della polizia, le vetrine infrante, le sassaiole, l'omicidio di Carlo Giuliani. Su quest'ultimo, ancora oggi non so esprimermi sull'innocenza o sulla colpevolezza del ragazzo, sebbene io sia più tentato dalla seconda, poichè le foto trasmesse in tv sembrano inequivocabilmente ritrarlo mentre aggredisce con un estintore la camionetta dei carabinieri.

Ma c'è una cosa su cui mi sento abbastanza sicuro, ed è la grande ingiustizia commessa la notte del 16 luglio nella scuola Diaz, in cui le forze armate si sono introdotte picchiando persone non certo armate, con la scusa della ricerca di facinorosi, tra l'altro mai trovati. Molti sono stati portati via in sangue e detenuti in una caserma fuori Genova per giorni, come fossero prigionieri di Guantanamo. All'interno della scuola, furono introdotte dalla polizia due bottiglie molotov per formulare successivamente accuse infondate su chi era presente all'interno e giustificare davanti a tribunali ed opinione pubblica la prova di forza perpetrata.

In seguito a questi accadimenti, furono rinviati a giudizio l'allora capo della polizia, Gianni De Gennaro, il direttore della Digos genovese, Spartaco Mortola e il questore di Genova Francesco Colucci. Otto anni dopo, la giustizia ha fornito il suo vedetto, assolvendo De Gennaro e Mortola e condannando Colucci per aver fatto pressioni sui testimoni (molti dei quali poliziotti); Colucci ha anche cambiato in aula la sua versione dei fatti ed è apparso più volte palese che tutto ciò fosse inteso a coprire le spalle alle più alte cariche della polizia. Ciò che appare quindi incredibile, è come si possa condannare colui che ha fatto pressione e non i mandanti facilmente rilevabili. Per dare il contentino agli italiani, anche 13 su 29 poliziotti sono stati condannati.

Ormai non c'è più niente di cui sorprendersi in questo paese: se un uomo solo può farsi una legge per non comparire mai a rispondere dei suoi atti in un'aula di tribunale, allora la giustizia puù anche essere a metà.

lunedì 12 ottobre 2009

Servi del silenzio



Qualcuno ha definito una pagliacciata la manifestazione per la libertà di stampa, tenutasi a Roma circa quindici giorni fa; per dar forza a questa loro idea, hanno citato tutte le notizie sulla vita privata dello psiconano (e non solo) che hanno riempito le pagine dei giornali negli ultimi tempi. Questi signori, inspiegabilmente spesso loro stessi dei giornalisti, confondono il gossip con la libertà di stampa: il gossip difatti non viene mai censurato perchè è considerato dai potenti una forma di pubblicità gratuita.

Le notizie importanti, invece, che i cittadini dovrebbero conoscere e che non fanno certa la pubblicità che ci si attenderebbe, vengono taciute o edulcorate, per servire i signori del silenzio di turno; a dimostrazione di questo, vediamo qualche bella marachella che il servizio pubblico ha commesso negli ultimi 4 mesi (e non si dica che la RAI poi non sia asservita):


15 giugno

Il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini (o EnteroGelmini com'è nota fra noi suoi estimatori) viene pesantemente contestata durante la presentazione di un libro, tant'è che l'happening dev'essere interrotto. Neanche una parola sulla RAI


17 giugno

Lo psiconano sorvola L'Aquila in elicottero e promette le nuove case, proprio nel giorno in cui giungono le prime notizie delle mignotte che frequentano la sua casa. Strane coincidenze...

24 giugno

Le previsioni dell'OCSE prevedono un calo del 5,5% del PIL nel 2009. Si sente al Tg1: "OCSE, evitato il peggio della crisi, ma non abbassare la guardia. Tremonti: mantenuta la coesione sociale. [...] Il segretario generale dell'OCSE ha espresso oggi un prudente ottimismo sull'evoluzione della crisi... ha rivisto in meglio le previsioni". Mah...


25 giugno

Al Tg1 si riporta la dichiarazione dello psiconano: "Su di me solo spazzatura... gli italiani mi vogliono così". Gli spettatori del Tg1 non possono sapere a cosa si stesse riferendo, perchè si parla di inchiesta di Bari, di Tarantini e delle mignotte, ma senza far nessun riferimento ai legami di tutto questo con lo psiconano. La notte precedente l'auto di Barbara Monreale, che aveva accompagnato Patrizia D'Addario a casa dello psiconano viene data alle fiamme. Il Tg1 ha già risolto il caso: tutto ha a che fare col passato burrascoso della ragazza. Altro che Polizia di Stato...


2 luglio

L'Istat dice che il rapporto deficit-PIL è del 9,3%, record dal 1999. Il Tg1 parla di tutto, dalla tragedia di Viareggio alla veglia per Michael Jackson e menziona il dato solo dopo 16 minuti, ma senza fare accenno al record (parola che di solito ai giornalisti piace molto...).


6 luglio

Monsignor Crociata, segretario generale della CEI, si scaglia contro la politica in seguito alla storia di mignotte di cui si parla sui giornali; il Tg1 riporta le sue parole come inserite semplicemente all'interno di un discorso per la celebrazione in onore di S.Maria Goretti, diversamente dalle principali agenzie di stampa che riportano correttamente la notizia. Strano, visto il servilismo che spesso si vede in RAI nei confronti della Chiesa; evidentemente ne esistono di vari tipi e livelli.


20 luglio

Il sito de L'Espresso pubblica l'audio di un dialogo tra lo psiconano e la D'Addario. Silenzio al Tg1


28 agosto

Lo psiconano querela La Repubblica per le famose dieci domande. Vengono riportate correttamente le dichiarazioni del direttore del giornale, Ezio Mauro, e di vari esponenti politici. Purtroppo non si fa menzione del contenuto delle dieci domande e neanche dell'attacco velenoso de Il Giornale al direttore dell'Avvenire


9 settembre

Il Corriere della Sera pubblica i verbali di Tarantini (che portava le mignotte a casa dello psiconano), in cui si parla anche di D'Alema. I verbali vengono pubblicati dai giornali di mezzo mondo ma nonostante questo il Tg1 ne fa menzione solo dopo 20 minuti, precisando che il premier non sapeva che le ragazze fossero state portate da lui in seguito a pagamento


15 settembre

Per fare pubblicità allo psiconano che consegna le case in Abruzzo, Porta a Porta si prende tutta la prima serata di Rai1 e vengono rimandate Ballarò e Matrix (che tra l'altro è su Canale5)


19 settembre

Brunetta si scaglia contro la sinistra: "Lorsignori stanno preparando un vero e proprio colpo di stato... Abbandonate al suo destino schifoso quest'elite di merda". Questa dichiarazione non compare nei servizi del Tg1


27 settembre

Lo psiconano si scaglia contro la sinistra che inneggia a -6, riferendosi ai 6 morti tra i soldati a Kabul. In realtà nessuno di sinistra ha mai pronunciato simili frasi, ma il tutto fa riferimento a una frase comparsa durante una manifestazione, scritta con una bomboletta. Lo psiconano si scuserà, il Tg1 no.


3 ottobre

Il direttore del Tg1, Minzolini, fa un editoriale durante il tg in cui definisce la manifestazione per la libertà di stampa incomprensibile, perchè in Italia la libertà di stampa non corre alcun pericolo

giovedì 8 ottobre 2009

Paradisi perduti



So bene che oggi si dovrebbe parlare dello psiconano e della batosta che si è beccato ieri, ma sto raccogliendo materiale per 1-2 post fatti per bene, quindi l'argomento è rimandato di qualche giorno. Comunque, gira e volta lo psiconano c'entra sempre: qualche post fa avevamo parlato del famoso scudo fiscale e avevamo detto che si provava a far rientrare capitali dai paradisi fiscali, sebbene con ammende irrisorie. Si capisce, quindi, che questi paradisi sopravvivono in pratica speculando sull'illegalità e sarebbe un bene per tutti se chiudessero in solo colpo dal primo all'ultimo. Qualcosa forse si sta muovendo in tal senso, specie nei paradisi piccoli demograficamente; l'esempio che portiamo, è quello delle isole Cayman. Ricostruiamo quindi l'accaduto con l'aiuto dell'articolo comparso qualche giorno sull'edizione internazionale dell'Herald Tribune.

Negli ultimi tempi, il governo delle isole si è dato alle spese pazze (pazze almeno per uno Stato così piccolo): ha infatti prestato, sebbene con la prospettiva di un interesse, somme di denaro al di fuori dei propri confini, per un totale di 60 milioni di dollari. La Gran Bretagna, che continua ad avere un controllo su queste isole, vista l'incuria economica del luogo, ha minacciato di non concedere il resto di 284 milioni di dollari di cui le isole dicono di aver bisogno, a meno che non si tassino i guadagni degli uomini d'affari e dei 57000 residenti. Questo rappresenterà certo una forte inversione di tendenza per una nazione che da sempre si è arricchita chiedendo una tassazione nulla a banche e compagnie che hanno scelto le isole come loro base strategica.

Le Cayman quindi potrebbero non poter più contare su metà delle entrate derivante dalla madrepatria e devono ancora riprendersi dall'effetto della crisi globale, che ha trasformato un possibile introito in un deficit di 100 milioni di dollari. Una brutta gatta da pelare per il capo del governo locale, W. McKeeva Bush, che si ritrova stretto fra le richieste dei residenti e delle banche, e quelle inglesi in termini di sussidi economici.

Nonostante quello che si potrebbe pensare, sebbene le Cayman facciano parte di una lista di giurisdizioni libere da tasse riconosciute dall'OEC, intrattengono rapporti di informazione fiscale con almeno 12 Stati esteri, senza in alcun modo preoccuparsi di modificare il proprio sistema di organizzazione. Lo stesso Bush, ricorda di essere cresciuto su queste isole quando ancora non c'era elettricità nelle case e si andava a scuola attraversando nuvole di zanzare; ha visto crescere il suo luogo di nascita vertiginosamente, basando la propria ideologia di vita sulla tutela dei possedimenti degli stranieri ed è per questo che egli stesso è restio a cambiare le cose e il modo in cui queste funzionano. E agli inglesi che cercano di riportarlo a più nobili convinzioni, rinfaccia il fatto che la Gran Bretagna stessa abbia un debito nazionale vicino all'80% del prodotto interno lordo.

I danarosi sfruttatori delle isole, hanno convocato un'assemblea dichiarando la loro contrarietà a possibili tassazioni, fin quando non si tagli il (a loro avviso) costoso servizio sociale; il governo dovrà però tenere in conto che il debito negli ultimi anni sia aumentato del 600%, a causa anche di costosi progetti educativi intrapresi, tanto che un'impresa costruttrice ha smesso di lavorare a una nuova scuola, finché non riprenderanno i pagamenti interrotti. Anche i dipendenti pubblici sono attanagliati dal pericolo di vedere i loro stipendi alleggeriti.

Tutto questo rende le Cayman molto più simili alle nostre nazioni, luoghi certo molto meno paradisiaci.

martedì 6 ottobre 2009

Alleanze segrete



Professare la propria fede è un diritto inalienabile in qualsiasi democrazia che si rispetti, anche nella nostra imperfetta; uno Stato, dal canto suo, deve essere in grado di garantire l'equità nel trattamento delle varie correnti religiose presenti, senza favorirne nessuna e non permettendo che alcuna di esse possa influenzare il processo legislativo. Questo non è esattamente quello che accade nel nostro paese, dove una religione è favorita sulle altre, le vengono dedicate lunghe dirette televisive la domenica sui canali del servizio pubblico (mentre invece lo Stato e la RAI dovrebbero mantenere un comportamento laico)e soprattutto, le si permette (tramite i suoi rappresentanti) di interferire nel governo della res publica.

Questo ruolo prominente della chiesa cattolica (lo avrete capito ormai che di questo si parla) ha impedito di portare a termine riforme di civiltà, che ci lasciano indietro rispetto ad altre nazione del palcoscenico mondiale; ma questo stesso ruolo prominente, è stato sfruttato nei decenni della repubblica da politicanti che volevano ottenere forti appoggi, contando anche sul fatto che buona parte dell'elettorato segue quanto detto dalla chiesa e vota come indica la chiesa. Ci tengo a precisare, che non faccio discorsi nè da ateo nè da comunista, io anzi sono cattolico (sebbene sui generis) come milioni di persone in questo paese, riconosco il ruolo che il cattolicesimo ha avuto nella crescita del nostro continente e nella difesa della vita, ma non posso soffrire certe iniquità. Non toglierei mai le croci dalle pareti delle aule scolastiche, ma vi appenderei a fianco immagini di Buddha o Visnu se qualche alunno lo chiedesse.

A dimostrazione, della penetrazione della chiesa nella politica e di come la politica cerchi la religione per i propri interessi (anche economici), giunge l'inchiesta de "Il fatto quotidiano" di giovedì 1° ottobre, sulle presunte e possibili alleanze tra la Lega e la Compagnia delle Opere, braccio destro in ambito economico di Comunione e Liberazione. Ecco alcuni tratti salienti dell'articolo:



E' il nuovo asse segreto della politica, dell'economia e della finanza. E' l'intesa di cui non si può parlare. [...] Comunione e Liberazione ha infatti scelto la Lega come partner forte per un progetto di vasto impatto e di lunga gittata.[...] Pietra angolare dell'intesa è il federalismo. L'obiettivo dei due movimenti è di sfruttare la destrutturalizzazione dello Stato, e il progressivo passaggio di molte delle sue competenze alle regioni, per trasferire dal pubblico al privato una serie di aree di lucrose attività che vanno dalle scuole all'energia, dalle autostrade alla sanità, dalla formazione all'immigrazione. Braccio operativo sarà la Compagnia delle Opere, la potentissima organizzazione vicina a CL che raggruppa 34000 imprese, per un fatturato stimato in 70 miliardi di euro. [...]

Lombardia e Veneto intendono sottrarre al governo centrale il maggior numero possibile di competenze. Le due regioni, insomma, non puntano solo al federalismo fiscale, ma vogliono la gestione di un'ampia serie di aree strategiche che comprendono le strade, l'ambiente, la scuola, forse persino il nucleare, quanto meno in termini di attuazione del piano nazionale di realizzazione delle centrali. [...]

Non c'è ambito al quale il braccio della Compagnia delle Opere non guardi con lungimiranza. Uno di questi è il nucleare, una materia in cui la programmazione è ancora tutta da stendere, consentendo perciò alle aziende della Compagnia delle Opere di inserirsi a vario titolo. [...]

L'abbraccio tra Lega e Cl ha radici profonde nel progetto di una grande Banca Padana, caldeggiato da Giampiero Fiorani nel tentativo di scalata alla Banca Antoneneta. [...]

Nel 2007, l'ex presidente regionale della CDO in Calabria, l'imprenditore Antonio Saladino, è stato coinvolto nell'indagine giudiziaria della Procura di Catanzaro curata fino al mese di ottobre 2007 dal sostituto procuratore Luigi De Magistris.[...] Nel 2008 a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza per un giro di tangenti, corruzione e turbativa d'asta, l'ex presidente della sezione trentino della CDO, Giuseppe Todesca, avrebbe confessato di aver chiesto una tangente di 260.000 euro in favore della CDO ad un imprenditore"

lunedì 5 ottobre 2009

Il senno di poi



L'Italia è il paese onorario del senno di poi: quando le cose sono ormai accadute ci si ferma a pensare a cosa si sarebbe potuto fare per evitarle e si inizia una caccia ai colpevoli che, per quanto sacrosanta, finisce spesso per diventare una specie di caccia alle streghe, per dare soddisfazione all'improvviso senso di giustizia del popolo, che, se non non soddisfatto, finirebbe per prendersela coi propri governanti. Questi temono la sommossa popolare e ancor più le urne dove i cittadini esprimono il loro raccapriccio e allora fioccano le pressioni ai ministeri e alle questure.

Agli italiani (e io stesso sono uno di quelli, non voglio minimamente tirarmi in disparte) manca quel pragmatico senso del capire che esistono azioni che vanno compiute quand'è tempo, cioè quasi sempre nel momento in cui ci si rende conto della loro necessità; così, non si è dato ascolto neanche stavolta alle Cassandre che avevano avvertito dei possibili disastri che sarebbero potuti accadere nel messinese, e anche questa volta i nostri politicanti si sono recati sul posto per versare le usuali lacrime di coccodrillo di Stato.

E' da decenni ormai che i cittadini della provincia di Messina segnalavano il pericolo imminente di smottamenti e alluvioni derivabili da piogge intense, cosa di cui tra l'altro si era già avuto un assaggio qualche tempo fa, quando Madre Natura aveva già provato a buttare qualche goccia di troppo sulla Sicilia.

Una nazione dovrebbe considerarsi come una grande famiglia e in ogni grande famiglia che si rispetti, i genitori insegnano ai loro fogli che esiste una scala di priorità: così, con i soldi a disposizione, si insegna ai figli che bisogna prima comprare il cibo e i vestiti, poi se la rimanenza lo permette, si può pensare al decoder si Sky e allo schermo al plasma. Purtroppo, la nostra famiglia nazionale è un po' bislacca, perchè i nostri governanti, che dovrebbero fungere da genitori, non hanno ben compreso il senso delle priorità: così, destinano miliardi al ponte sullo Stretto, senza occuparsi degli smottamenti della Sicilia e delle linee ferroviarie monorotaia, che i turisti si ritroveranno attraversando un ponte avveniristico.

Si sa purtroppo che le Cassandre sono state invise fin dai tempi dell'Iliade, quindi perchè cominciare ad ascoltarle oggi? Perchè ascoltare chi anni fa aveva segnalato il pericolo di eccessivo disboscamento delle colline di Sarno o chi aveva avvisato dell'inconsistenza delle abitazioni dell'Aquila? Forse molti di voi non lo sanno, ma alcune centrali (o le cave sotterranee che accoglieranno i loro rifiuti) del nuovo (suicida) processo di corsa al nucleare, sono state progettate in luoghi noti per la pericolosa attività sismica.

Da parte sua, lo psiconano è stato abile nello sfruttare madiaticamente lo scandalo della spazzatura in Campania: ha additato i suoi avversari politici come degli incompetenti (cosa verissima vista l'incuria di anni e l'immagine di Napoli data al mondo), ma purtroppo ha solo finto di porre rimedio ai problemi, nascondendo la spazzatura in cave dove continuerà ad inquinare e promuovendo a voce alta la necessità di nuovi termovalorizzatori (termine elegante per non dire inceneritori), dimenticandosi delle mozzarelle alla diossina e delle ricerche dell'Istituto superiore della Sanità, che hanno dimostrato l'alta incidenza di tumori nei pressi degli inceneritori. Vedremo, quindi, come se la caverà ora che gli incompetenti sono quelli della sua parte politica; le manovre mediatiche sono utili, ma funzionano nel breve: se le elezioni sono lontane, la gente dimentica e le cave prima o poi si riempiranno, per quanto grandi possano essere, rigettando la spazzatura in mezzo alla strada. Per la fortuna delle nostre coscienze votanti nel chiuso delle cabine elettorali, la verità viene sempre a galla.



Una Cassandra: Striscia la Notizia di qualche tempo fa

sabato 3 ottobre 2009

Scudi e mignotte



Sembra incredibile, ma lo psiconano riesce ancora a trovare tempo, tra una mignotta e l'altra, per combinarne qualcuna delle sue; voi direte: "Ancora questa storia delle donnine allegre?". Avete ragione, sta quasi stufando questa solfa, sebbene io ritenga molto interessante sapere come sia coerente anche nella vita privata un uomo che così tanto si è battuto per la famiglia, tanto di scendere in piazza per una manifestazione contro quelli che allora sarebbero dovuti essere i DICO. Poi alla fine non sono stati nulla, perchè la sinistra in Italia è questo: progetta grandi cose che poi finiscono in fumo perchè qualcuno non è d'accordo.

Come dicevamo, comunque, lo psiconano ne ha progettato un'altra delle sue: lo scudo fiscale. Un giorno, si è affacciato alla finestra e si è accorto che in molti altri paesi (come gli USA e la Gran Bretagna), si tendeva ad incentivare il ritorno in patria dei capitali detenuti nei paradisi fiscali, con la promessa di una sorta di impunità. Tale impunità però non viene da questi paesi fornita gratuitamente, ed è su questo punto che il premier produce le sue personali modifiche. Egli infatti promette l'impunità in cambio di un 5% sui capitali rientrati e promette altresì l'anonimato. Bello, davvero bello. Quindi un qualsiasi mafioso non ancora riconosciuto come tale, un qualsiasi banchiere da strapazzo, riporta in Italia i soldi che si è guadagnato illegalmente (frodando quindi tutti gli onesti contribuenti) e ne trattiene il 95%; se ciò non bastasse, io e voi, come normali cittadini, non potremo mai sapere chi sono questi benefattori della patria che si sono arricchiti mentre noi compilavamo onestamente il nostro 730.

E gli altri paesi? Come hanno risolto il problema? In UK e USA, si chiede a questi figliol prodighi di versare dal 30 al 45 per cento della somma che riportano in patria; inoltre, i loro nomi sono belli che esposti, così che siano oggetti del pubblico ludibrio, come è giusto che sia.

Si sa, comunque, in ambito nazionale noi siamo sempre una particolarità e d'altronde anche il premier è egli stesso una particolarità; vista la sua personale visione dello scudo fiscale, viene da chiedersi se non abbia anch'egli qualche capitalino nascosto in qualche banca di qualche isoletta sperduta nell'Atlantico... Resta comunque il fatto che una legge del genere non sarebbe dovuta passare così facilmente in Parlamento, ma all'atto della votazione, quella specie di opposizione che ci ritroviamo non era in aula a votare contro (mancavano 51 deputati del PD, 5 dell'UDC e 2 dell'IDV). Possiamo solo, a questo punto, immaginare il prossimo passo: riportare in Italia le mignotte detenute all'estero. Lo psiconano, da parte sua ha già cominciato. Resta solo da decidere quale sarà la percentuale da concedere al paese.




Marco Travaglio su scudo fiscale e libertà di stampa