
Immaginate per un attimo che un vostro amico vi inviti a casa propria, ma proprio in vostra presenza sua madre, suo padre o chicchesia esponga con forza il rifiuto alla vostra presenza: come vi sentireste? Ma soprattutto, come pensate si sentirebbe il vostro amico per la magra figura patita nei vostri confronti?
Mutatis mutandis, io mi sento come si sentirebbe il vostro amico.
Come saprete, il Papa ha ricevuto un invito a tenere un discorso alla Sapienza, in occasione dell'introduzione dell'anno accademico. Premettendo di essere apertamente laico, di essere perfettamente d'accordo quando si vuole la Chiesa paghi l'ICI o lasci fare gli scienziati in merito a ricerca sulle staminali, non posso non sottolineare la magra figura fatta dal nostro ateneo.
Uno dei principi fondamentali che sta alla base dell'istituzione universitaria è la reciproca comprensione che deve esistere tra persone di credo e idee diverse; intendo, cioè, che in qualche modo ogni universitario dovrebbe essere educato al rispetto del pensiero altrui e alla volontà di lasciare agli altri la libertà di esprimerlo.
Sarebbe stato più opportuno cercare un dialogo col Pontefice, cosa che sarebbe potuta essere un notevole precedente, visto che è evento raro che un Papa si segga coi suoi oppositori a dialogare; tra l'altro, la frattura che esiste tra ambiente ecclesiastico e parte dell'opinione pubblica, si è anche creata per via dell'assenza di questo confronto. Il laicismo, infatti, è spesso senza confronto.
Voglio concludere rivolgendo tre appelli:
- al RETTORE: Magnifico, da qui alla prossima inaugurazione dell'anno accademico, valuti l'ipotesi di invitare in ateneo anche altri esponenti di altri religioni insieme al Papa (il Dalai Lama, per esempio, è stato a lungo presente in Italia senza essere ricevuto dalle istituzioni, perchè non riceverlo?), così assicurerebbe la parità di culto e vedrebbe anche buona parte degli studenti stranieri sentirsi rappresentati e riconosciuti
- ai DOCENTI DI FISICA: sinceramente non so quali siano le parole pronunciate dal Pontefice riguardo a Galilei, ma sarebbe stato più sensato manifestare il proprio dissenso, senza richiedere l'annullamento dell'invito.
Sono un quasi ingegnere, se consideriamo anche il liceo scientifico, convivo con la scienza da più di 10 anni e so bene quanto si debba alle persone coraggiose che opponendosi alla Chiesa nei secoli hanno assicurato il nostro progresso (se non ci fossero state, probabilmente oggigiorno il Sole girerebbe ancora intorno alla Terra).
Credo che ci si possa consolare abbastanza sapendo che Galilei ha resistito ai secoli, mentre nessuno si ricorda del Papa che lo ha costretto all'abiura
- alla CHIESA: siamo nel 2008, fate in modo che chi vi è capo non pronunci ancora eresie e frasi davvero imbarazzanti, per voi e per tutti. E' bastato quello al governo dal 2001 al 2006 con le sue stronzate

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