martedì 29 gennaio 2008

Vita universitaria I: le tre Grazie


Ho deciso che esistono episodi dei 6 anni di vita universaria vissuta, i quali meritano ampiamente di essere narrati. Così saltuariamente ne troverete uno inserito in un normale post. Ecco a voi il primo.


Era una tranquilla giornata di inizio primavera, le rondini cominciavano a rumoreggiare nel cielo e l'aere era colma dei primi fiori sbocciati. Nel bel mezzo di questo clima di rinascita, io ed un mio fedele amico di sventure (in verità di sventura ne esiste una soltanto, cioè essersi iscritti ad ingegneria informatica), venivamo bocciati all'esame di elettronica.
Siccome volevo evitare che tale poco piacevole accadimento si ripetesse all'imminente esame di fisica, ho pregato gentilmente il suddetto amico di recarsi dal professore, onde farsi spiegare dove avessimo sbagliato (tuttora non ci è chiaro), così da non doverci risentire selvaggiamente montati anche al secondo appello.
Come da sceneggiatura, il prof era assente, ma era invece presente l'assistente (grazia n° 1). Così, con una prontezza degna dei migliori felini selvatici, il mio amico chiede spiegazioni all'assistente. Con fare tranquillizzante, il soggetto rassicura il mio amico sul metodo utilizzato per la risoluzione, dopo di che siede al desco elettronico, con l'intenzione di dimostrare all'amichetto stesso come fosse possibile risolvere l'esercizio principale con il metodo da noi usato al'esame.
Dopo 20 minuti di vana attesa, Marte entra in trigono e di accoppia con Venere in Capricorno, la fortuna bacia l'assistente, così che da lì passa una RICERCATORE di elettronica (2^ grazia), prontamente invitato al desco, per partecipare all'immane battaglia con l'esercizio di esame e il suo malefico amplificatore operazionale. Dopo altri 20 minuti di vano conciliabolo e dialoghi sopra i massimi sistemi, gli oroscopi fortunati dei due combattenti dell'amplificatore si fondono e la sorte li aiuta entrambi. Proprio di lì passa un altro RICERCATORE (3^ grazia), che, attirato da segni equivoci dei 2 combattenti, siede al desco con loro, per vincere l'immane esercizio. Altri 20 minuti passano senza risultati, così che l'assistente si solleva dal suo desco, non per comunicarci di aver scoperto la soluzione dell'esercizio, ma per comunicarci di aver capito perchè non non sono 3 valenti combattenti riusciti a risolverlo: il professore nello scrivere ha usato uno dei suoi trucchi.
Da quel giorno io e il mio amico di sventura estraiamo conigli dai cilindri.

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