
Mancano pochi mesi alle Olimpiadi, una delle pochissime manifestazioni che il mondo antico, spesso più evoluto del nostro, ci ha tramandato. Ma oltre a tramandare l'avvenimento in se stesso, con tutto l'insieme delle discipline poi arricchitesi numericamente dopo che l'evento olimpico è stato reintrodotto ad inizio '900, è il senso ad esserci stato tramandato, il contenuto di lealtà e di sentimenti positivi che accompagnava ogni 4 anni questo tipo di accadimento.
Oggi, nel 2008, a pochi mesi di distanza dalla cerimonia di apertura, più di cento persone hanno lasciato la loro vita in Tibet, occupato dalle forza cinesi 50 anni fa, nel tentativo di protestare pacificamente contro il governo di Pechino. A guidare la protesta i monaci buddisti, sulla cui pacificità non si discute, i quali da decenni vivono in esilio nei paesi vicini, dove hanno costituito una sorta di parlamento fuori sede, per continuare, seppure da lungi, a legiferare sulla loro terra.
Nell'antichità, i giochi olimpici fermavano la guerra per tutto il tempo della loro durata, oggi sembrano non volersi fermare neppure di fronte allo sterminio in atto sul tetto del mondo.
Non c'è altra soluzione che boicottare questi giochi: non hanno più il senso olimpico o forse non l'hanno mai avuto; riesce difficile, infatti, pensare di poter assegnare tranquillamente i giochi a una nazione che a stento riconosce i diritti umani più semplici.Ci sono già state olimpiadi bagnate dal sangue e comunque celebrate, che non hanno dimostrato appieno la partecipazione popolare ai drammi. Questa occasione non va persa come quelle precedenti, non ci è concesso.
Ma sappiamo che finirà esattamente nello stesso modo, perchè gli interessi degli sponsor, delle diplomazie e di molti degli atleti (una vittoria comporta laito compenso economico), prevarranno come sempre. Qualcuno correrà anche tra la nebbia di smog, pur di tutelare i propri interessi.
Se tutte le spedizioni a Pechino cominciassero a boicattare la loro partecipazione, pan piano la manifestazione sarebbe eliminata.
Sono sicuro che in 4 mesi si può trovare un'altra città oppure si potrebbe rimandare tutto all'anno prossimo.
Eppure qualcuno marcerà sul sangue. L'importante è partecipare.
Tibet, la storia di una tragedia
Qui di seguito un altro video, sulle violenze contro i manifestanti, reperito attraverso il sito di Beppe Grillo. Guardatelo solo se siete forti di stomaco.

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