Frequentare l'università è davvero una delle esperienze più interessanti nella vita di un essere umano; è davvero stupendo alzarsi alle 6 del mattino per andare ad ascoltar parlare qualcuno riguardo qualcosa di cui non si comprenderà niente, vista la scarsa capacità espositiva del soggetto/della soggetta in questione. E' troppo entusiasmante seguire un'ora e mezza di lezione in aule dove mancano i sedili, i ripiani per poggiare quaderni e supporti cartacei, con banchi staccati e poggiati su quelli davanti e/o così vetusti da scricchiolare in continuo anche al minimo respirare di coloro che li occupano.Ma soprattutto è una vera goduria avere a che fare con l'ottimo personale assunto, specie se composto da una certa specie innovativa, evidentemente favorita dagli ultimi sviluppi evoluzionistici: il borsista. Bisogna vincere infatti una borsa di studio per lavorare in una biblioteca, come se per questo impiego servisse una conoscenza ultraterrena, e così il borsista ha trovato un ambiente favorevole nel quale evolversi.
Ancora ignaro di tutto questo, uno dei miei compagni di sventura, si recava un giorno di buona lena alla biblioteca del nuovissimo dipartimento di informatica e sistemistica (DIS), per chiedere un libro in prestito. Giunto alla guardiola dell'addetto al lavoro, veniva a trovarsi di fronte quello che sarebbe poi stato ribattezzato il pilota maledetto: trattasi di soggetto con età compresa tra i 23 e i 27 anni, che, cuffie all'orecchio, posto davanti al pc della biblioteca, pilota un TWA 747 nei cieli fra New York e Mosca (come direbbe Venditti) ed è probabile che ogni tanto si rivolga al suo immaginario co-pilota con tono freddo e preoccupato: "Houston, abbiamo un problema".
Timoroso di distoglierlo dal volo, temendo per l'incolummità dei passeggeri a bordo del velivolo volante, il mio amico prova ad attirare con piccoli movimenti delle appendici digitali l'attenzione del pilota, il quale in ogni caso, ligio al suo dovere, non distoglie lo sgaurdo dalla plancia dei comandi, anzi con abili gesti sulla tastiera, sistema gli ultmi setting del volo, affinchè la crociera dei passeggeri sia il più tranquilla possibile. Dopodichè, piega leggermente la testa a destra e a manca, per assecondare con invidiabili gesti aerodinamici i movimenti dell'aeroplano nell'aere.
Dopo alcuni minuti passati a scuotere le mani con rischio di paralisi temporanea, il nostro pilota finalmente nota la presenza dell'amico davanti a sè, blocca il volo in sospensione e, come un chirurgo che esce dalla sala operatoria quando incontra i parenti del paziente appena sottoposto ad operazione, si rivolge all'amico:
"Volevi chiedermi qualcosa?"
"Sì, volevo chiedere un libro in prestito"
"Capisco. Purtroppo credo che per adesso non potremo dare libri in prestito, molti sono ancora nelle scatole per essere sistemati sugli scaffali, e come vedi siamo molto impegnati".
All'amico non è rimasto altro da fare se non scendere al prossimo scalo dell'aereo.

1 commento:
Fantastico davvero!! il pilota maledetto :) ahah pure te lo distrai mentre è ai comandi...!
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