lunedì 28 aprile 2008

Dead journalist walking


Il giornalismo è una professione morta, il giornalista è una professione morta che cammina. La figura del giornalista si avvia verso il suo tramonto: in Italia ha fallito la sua missione e il s5 aprile 1,5 milioni di firme ai 3 referendum di Beppe Grillo ne hanno sancito definitivamente la sepoltura.
Questo Paese non ha bisogna di un'informazione asservita, che racconta verità edulcorate, quando le racconta; il cittadino ha il diritto alla libertà di sapere, perchè possa scegliere con cognizione nel chiuso dell'urna elettorale. Lo psiconano, insiemi agli altri politici ed editori, approfittano del fatto che l'italiano è ancora lontano da internet, perchè se così non fosse i nostri politicanti verrebbero debitamente mandati via a calci nel c..o. Sulla Rete non è possibile mentire, ogni affermazione viene letta da milioni di persone e la verità viene subito a galla, senza filtri giornalistici.
Ma anche i giornalisti spesso sono degli schiavi obbligati, questa liberazione è anche per molti di loro, anche loro devono liberarsi dagli editori che usano la spazzatura di Napoli e i morti sul lavoro per favorire il partito del momento e vendere più copie, dimenticando le sciagure quando non è possibile o non è più necessario sfruttarle.
Il primo passo per liberarci è stato fatto: ora vigiliamo che tutto non vada a finire nelle cantine del Parlamento, come forse è accaduto l'anno passato per il primo V-day. Occhi aperti.



Beppe grillo apre il V2-day




Frammento del discorso di Travaglio

1 commento:

Unknown ha detto...

Ehila'! Saluti da Edimburgo :)