giovedì 11 marzo 2010

51 gesti per salvare il pianeta (parte III)


(Segue dal post precedente)

21. Rivestire lo scaldabagno
Con una modica cifra, compresa fra gli 8 e i 15 euro, è possibile acquistare una copertina per il nostro scaldabagno, riuscendo a risparmiare annualmente fino a 110 kg di emissioni in CO2. Dopo cinque anni di vita circa, infatti, gli scaldabagni tendono a diventare meno efficienti a causa della perdita di isolamento interno. Uno strato in più, quindi, fa sentire meglio entrambi.

22. Saltare la bistecca
Domanda: produce più inquinamento una BMW o un panino da McDonald's? Sembra incredibile, ma l'hamburger inquina di più: difatti i dati della FAO confermano che il settore dell'allevamento produce il 20% delle emissioni globali di gas serra, più del settore dei trasporti. I gas emessi derivano in parte dagli escrementi e in parte dai gas che sono la naturale conseguenza della digestione degli animali. Il metano originato dalle flatulenze ha un potere riscaldante pari a 23 volte quello del carbonio, mentre l'ossido di nitrato contenuto negli escrementi ha un potere riscaldante 296 volte superiore.
Ci sono 1.5 milioni di bovini sul pianeta, insieme a una popolazione di 1.7 pecore e capre. La quantità di animali da allevamento è in continua crescita e nel periodo tra il 2001 e il 2050 ci si attende un raddoppio del numero di animali. Rinunciare a qualche bistecca ogni tanto in favore di un'alimentazione (anche più sana) basata su verdure può far risparmiare molta più CO2 di quanta ne farebbe risparmiare il passare tutti da un'auto normale a una ibrida.

23. Copiare la California
Terry Tamminen, ex consigliere ambientale di Arnold Schwarzenegger, si sta rivelando un vero Terminator del carbonio. Dopo essersi guadagnato l'appoggio delle imprese per il suo mandato del 2006 in cui si proponeva di ridurre le emissioni nazionali dell' 80% entro il 2050, ha lasciato il suo incarico per organizzare un risposta nazionale al riscaldamento globale. In una nazione che deve ancora ratificare gli accordi di Kyoto, Tamminen sta creando un piano globale senza finanziamenti privati, in 50 stati. Sono già 19 gli stati che hanno deciso di basare i propri piani sulle proposte dell'ex assistente del governatore californiano o su piani ancora più severi.

24. Dire basta alle buste di plastica
Le buste che portiamo a casa dal supermercato finiscono quasi sempre in qualche discarica. Ogni anno vengono distribuiti 500 miliardi di buste di plastica e solo un 3% viene riciclato; sono fatte di solito di polietilene e possono impiegare fino a 1000 anni per biodegradarsi nella discarica, da cui vengono emessi pericolosi gas serra. Per ridurre l'invasione dei sacchetti di plastica basta usare mezzi alternativi, come le buste composte di tessuto o di materiali biodegradabili ottenuti dalla piante.

25. Favorire l'agricoltura locale
Scegliere prodotti coltivati o realizzati in posti vicini a dove abitiamo significa far sì che essi debbano percorrere meno chilometri per arrivare alla nostra tavola, sprecando di fatto meno carburante durante il trasporto. Scoprire i commercianti più vicini è facile, poiché esistono numerosi siti internet che permettono di trovarli. E' anche possibile unirsi a qualche azienda agricola, portando a zero i chilometri che i prodotti devono percorrere; nel mondo, esistono numerosi progetti di agricoltura supportata dalla comunità che permettono a singoli individui di comprare una parte della produzione annua dell'azienda in cambio, per esempio, di una cassa di prodotti ogni settimana per una stagione.

26. Piantare una siepe di bambù
Il bambù forma delle siepi bellissime e poiché cresce velocemente (fino a 30 cm al giorno, a seconda delle specie) assorbe più CO2 di un roseto. La sua crescita va tenuta sotto controllo, altrimenti potrebbe degenera. Esagerare però nel limitare la sua crescita potrebbe ridurne fortemente le capacità di assorbimento, tant'è che in realtà effetti notevoli si notano solo in presenza di grosse piantagioni. Quant'è grosso il vostro giardino?

27. Volare dritti
Gli aerei sono tra i mezzi che impiegano più carburante per funzionare; un modo per ridurne l'uso è sistemare i punti di ingresso e di uscita delle traiettorie aeree che ciascuna nazione ha, in modo che si possano realizzare segmenti di volo il più rettilinei possibile. Qualche anno fa, la International Transport Association ha creato una rotta più diretta dalla Cina all'Europa, tagliando mezz'ora dal tempo di volo ed eliminando 84800 tonnellate di CO2 l'anno. Se i cieli europei si unificassero in un unico, si potrebbe risparmiare fino al 12% di carburante ogni anno. Le improvvise variazioni di quota sono ritenute come un'altra tipica causa di spreco di carburante e si sta diffondendo l'idea di suggerire ai piloti di effettuare delle discese continue finché l'aereo non raggiunge la pista di atterraggio, dove può essere trascinato anzichè muoversi sulla pista fino al punto di arresto da solo. Il modo migliore per ridurre i consumi resta comunque volare di meno, a meno che voi non abbiate la scopa di Harry Potter…

28. Organizzare un matrimonio verde
I vostri ospiti vengono da lontano e sprecano carburante per raggiungervi? Compensate il tutto con una bella donazione a qualche progetto di studio per le energie rinnovabili. Date al vostro matrimonio un tocco locale: vino da un enoteca del posto o birra da una birreria nei paraggi; comprate la torta da in una pasticceria non troppo lontana ed usate usate fiori di stagione, quindi non importati. Consideratelo il vostro regalo di nozze al pianeta.

29. Lasciare la cravatta a casa
Una cravatta può aiutare il pianeta rimanendo a casa. Nella calda estate del 2005, gli impiegati giapponesi hanno accantonato la loro classica uniforme da lavoro in favore di colletti aperti e colori tropicali accesi. Tutto faceva parte del progetto del governo di ridurre i consumi mantenendo per tutta la stagione la temperatura negli uffici a 28 gradi centigradi. Seppur l'iniziativa abbia provocato una certa confusione nelle menti dei sarti giapponesi, ha permesso comunque al governo nipponico di risparmiare 71700 tonnellate di CO2 in una sola estate.

30. Spegnere il computer
Lo screensaver sarà forse un mezzo per tutelare lo schermo quando non viene usato, ma non può considerarsi un mezzo per risparmiare energia. Secondo alcune stime, il 75% dell'energia che viene consumata in un'abitazione è dovuta ad elettrodomestici (come tv, lettori DVD, computer) che non vengono spenti correttamente quando non sono utilizzati. Il computer (monitor escluso) consuma dai 60 ai 250 watt al giorno. Considerando un computer acceso tutti i giorni per quattro ore si potrebbe risparmiare fino a 50€ all'anno. Ma soprattutto sarebbe degno di nota l'impatto ambientale, poichè la macchina emetterebbe l'83% di CO2 in meno, per un totale di circa 63 kg annui.





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