domenica 14 marzo 2010

51 gesti per salvare il pianeta (parte IV)



(Segue dal post precedente)

31. Usare un eye shadow verde
Questo è un consiglio per le donne: la Cargo Cosmetics ha lanciato sul mercato un nuovo tipo di rossetto botanico contenuto in una confezione riciclabile al 100%, fatta di acido polilattico, un derivato del mais. Si usa, e una volta esaurito, il contenitore può essere piantato in un vaso con della terra, dove produrrà un bellissimo fiore. Questo sito potrà darvi maggiori informazioni.

32. Spegnere le luci quando chiude l'ufficio
Consigliare di avere un guardiano che controlli che tutte le luci siano state spente dopo che tutti gli impiegati hanno lasciato l'ufficio, potrebbe sembrare a questi ultimi come una sorta di terzo grado; ma in realtà un controllo accurato potrebbe consentire allo stesso tempo di ridurre le emissioni annue, abbassare i costi derivanti dai consumi elettrici, aumentare il tempo di vita dei dispositivi e degli impianti, ridurre la necessità di manutenzione.
Almeno per l'illuminazione si potrebbe utilizzare un sistema elettronico a timer, che spegne tutte le luci a un'ora programmata.

33. Risistemare i cieli e la terra
Sarebbe possibile lanciare uno specchio gigante nello spazio per deviare i raggi solari? E si potrebbe pompare nella stratosfera del solfuro per raffreddare il pianeta? Queste potrebbero senza dubbio sembrare delle teorie da fantascienza, però sono sempre di più gli scienziati che stanno praticando l'idea come un gigantesco piano B, nel caso tutti i modi di diminuire le emissioni di CO2 dovessero fallire. La scienza che si occupa di cambiare il clima su scala planetaria viene detta "geoingegneria" e si occupa, come si è detto, di progetti che a molti potrebbero sembrare folli, ma che proprio in quanto tali danno una misura di quanto sia disperata la condizione del nostro pianeta.

34. Rastrellare i colori dell'autunno
Cosa disturba di più le domeniche mattine d'autunno dei sobborghi americani? La risposta è semplice: i 70 db del rumore prodotto dagli spazza-foglie, macchine infernali che liberano i vialetti delle case dall'invasione delle foglie autunnali, sprigionando oltre al rumore anche una discreta quantità di gas. Si tratta di macchine che consumano molto (visto che vengono apprezzate soprattutto per essere quanto più prossime ad un uragano) e sebbene siano stati fatti tentati di riduzione dei consumi, un'ora di spazza-foglie spreca un litro di gas e di benzina. Considerando che in America esistono complessivamente 12 ettari di giardini domestici, il prezzo da pagare è troppo alto per qualcosa che si potrebbe fare tranquillamente con un rastrello. Inoltre non si può appoggiare lo spazza-foglie al muro quando si è finito.

35. Ridurre il consumo di carta
Il consumo annuo di carta in America è di circa 40 milioni di tonnellate; il 50% viene riciclato, ma il resto continua ad essere polverizzato. La carta non cresce sugli alberi e ogni anno 900 milioni di piante vengono ridotte a carta e polpa di legno; l'abbattimento di alberi può essere ridotto comprando più carta riciclata, risparmiando anche il 60% sull'energia necessaria alla produzione. Una tonnellata di carta riciclata fa risparmiare 4400 kW all'ora di corrente, 30000 litri di acqua, 19 alberi (ciascuno dei quali è in grado di filtrare fino a 27 chili di inquinanti dall'ambiente).

36. Vendere il carbonio come forma di guadagno
Il Meccanismo di Sviluppo Pulito del protocollo di Kyoto (CDM) permette alle aziende nel mondo ricco di guadagnarsi crediti da spendere in progetti di efficienza energetica nel mondo in via di sviluppo. L'idea ha creato un fiorente mercato del carbonio che si aggiunge a quello degli scambi o vendite delle quote di emissione già esistente; si è prodotto un finanziamento a progetti di efficienza che ha permesso il risparmio di 104 milioni di tonnellate di CO2 in un solo anno. Si è scoperto però qualche furbo: alcune imprese cinesi usavano sistemi di pulizia molto economici creando un ciclo con cui richiedevano crediti per milioni di dollari.

37. Usare il libero mercato
Come sappiamo, molte nazioni impongono alle imprese dei tetti di emissione che non possono essere superati, usando il sistema delle quote. Alle imprese che riescono a mantenessi al di sotto delle soglie, è stato permesso in America di vendere i crediti non consumati alle imprese che non sono riuscite nello sforzo virtuoso, facendo del carbonio (con l'appoggio anche degli ambientalisti) un vero e proprio mercato.

38. Usare qualche imballaggio in meno
La maggior parte di quello che acquistiamo è spesso inserito in imballaggi, di frequente anche esagerati rispetto alle dimensioni del prodotto; si tratta di imballaggi che devono essere prodotti e consegnati, con conseguente spreco di energia e carburante. Fortunatamente qualcosa si muove: il gigante delle stampanti HP, ha annunciato che ridurrà il proprio imballaggio rendendolo più leggero, riducendo le emissioni di un quantità equivalente a quella prodotta da 3500 auto in un anno; anche le confezioni della Wall-Mart , usate per acqua e rosticceria, saranno prodotte con 5g in meno di plastica. Qualcosa può fare anche l'utente finale, restituendo, per esempio, i tovaglioli o le bustine di zucchero in eccesso.

39. Far crescere il proprio giardino
Negli USA vengono spesi ogni anno 5 miliardi di dollari per fertilizzanti derivati dai combustibili fossili, i quali accelerano il rilascio di sostanze chimiche dal terreno,come l'ossido di azoto, un gas serra. Le alternative ci sono, dal vecchio concime alle foglie cadute, che contengono solo il 4% di azoto. Esistono anche degli avventurosi giardinieri che utilizzano un composto fatto in casa, contenente estratti di alghe per fornire il potassio, olio e proteine del pesce per fornire l'azoto.

40. Avere un budget di carbonio
Una profonda ingiustizia all'interno del riscaldamento globale sta nel fatto che a soffrire le pene peggiori sono proprio i Paesi più poveri, che allo stesso tempo sono anche quelli meno colpevoli, contribuendo in misura minore alle emissioni planetarie. La soluzione proposta da alcuni per ovviare a questa ingiustizia, sta nel dividere le possibile emissioni annue globali tre le nazioni, ripristinando così una sorta di equità. Anche in questo caso, le nazioni più virtuose possono vendere la parte delle emissioni non consumate a quelle meno virtuose, che magari non riescono a separarsi dal loro amato SUV. Ad ogni cittadino può essere data una carta di credito che non contiene soldi, ma quote di emissione. Così, chi compra un SUV spende una parte o tutti i crediti concessi e dovrà stare più attento per i prossimi acquisti. Se si vuole tornare a vivere come si viveva nel 1989, basta pagare.

Fonte: Time del 9 aprile 2007




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