lunedì 21 dicembre 2009

Il clima di odio e i falsi agnelli



Eh sì, lo avevo pensato cinque secondi dopo aver saputo del souvenir del duomo lanciato sulla capoccia del premier e quello che avevo ipotizzato si è verificato. L'episodio è stato utilizzato per demonizzare tutti gli oppositori dello psiconano, senza distinzione di genere e orientamento politico. A base delle catilinarie di molti esponenti del centro-destra, questa forte supposizione che precedentemente all'accadimento meneghino vi fosse in giro per il Paese una specie di clima d'odio che si diffondeva come l'influenza A. Sinceramente non si può negare che ci fosse un po' di attrito nella dialettica politica, considerate anche le ultime inchieste sullo psiconano, ma da qui a dire che vi fosse un clima irrespirabile ce ne passa eccome.

In realtà, bisogna cominciare a pensare che il souvenir lanciato dallo psicopatico al premier, sia da considerarsi una vera manna per il PDL, ossigeno fresco potremmo dire: le ultime vicende legate ai fatti delle mignotte al seguito del premier, delle innumerevoli prove dei suoi rapporti con personaggi mafiosi di spicco e le parole (intercetta e non) di Fini che non si sente più di appoggiare il suo alleato in tutte le sue azioni, hanno fatto cadere di molto l'indice di gradimento dello psiconano; naturalmente questo viene rilevato solo dalle indagini e dai dati veri (che lui fra l'altro conosce benissimo, secondo me), perchè i dati che riporta nei suoi comizi sono volutamente edulcorati e lo vedono sempre in vantaggio e in continua ascesa alle orecchie di chi lo ascolta.

Ora che le guglie sono state lanciate, i suoi servi della gleba possono riempire i vari salotti televisivi a scatenare le loro accuse di complotto contro i mandanti del lancio e i creatori del clima d'odio: la sinistra (che è l'unica innocente, vista anche l'incapacità di fare opposizione), i giudici, Di Pietro, Travaglio, Santoro; mancano all'appello solo Topolino, Paperino e la Banda Bassotti. Così ora i pidiellini possono far passare le invettive di Di Pietro come tentativi di destabilizzazione, le continua comparse del nome di B. nei processi anti-mafia come attacchi da parte di certe toghe rosse, il lavoro di giornalisti come Travaglio per attacchi al sistema per sovvertire la maggioranza. Insomma, la condanna a morte dei colpevoli è servita.
Ma chi sta cercando nuove leggi e modifiche della costituzione per non farsi processare, mentre i normali cittadini hanno affrontato la giustizia e stanno pagando peri i propri errori? Chi sta cercando di far accorciare i tempi della prescrizione per far cadere i propri processi, destinando però quelli dei cittadini normali a non concludersi, lasciando insoddisfatte le seti di giustizia di migliaia di persone? Chi fa rientrare i tesoretti esteri di imprenditori e mafiosi, costringendo questi a pagare irrisorie tassazioni (mi modo anonimo e senza condanne), deridendo i cittadini che ogni giorno pagano onestamente le tasse? Una sola persona e ora abbiamo finalmente scovato chi è la causa del clima di odio. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Ovviamente non vogliamo giustificare la violenza che è sbagliata sempre: lo psiconano dev'essere sconfitto dalle urne e non da un modellino opportunamente lanciato; ma in ogni caso non si può negare che con i suoi comportamenti se la sia cercata: lui ha generata l'odio, l'odio ha mosso una gran parte dell'opinione pubblica, il movimento della massa ha indirizzato erroneamente la mente già deviata dello psicopatico lanciatore. Adesso, la maggioranza può sfruttare a suo vantaggio la situazione per richiamare ai TONI BASSI, che nel loro linguaggio settario indica il non parlare e il tacere le verità scomode. Ma chi sono questi personaggi che invitano ai toni bassi? Andiamoli a vedere più da vicino, riportando parte di un articolo comparso sul Fatto Quotidiano del 17 dicembre 2009:

"Maurizio Gasparri è tutto dentro la storia dell'Msi romano, con i suoi mazzieri, le sue squadre nere, le sue azioni di piazza. Ignazio La Russa era invece conosciuto a Milano come in dirigente (segretario regionale del Fronte della Gioventù)di quella destra che si presentava davanti alle scuole e nelle piazze armata di catene e coltelli. C'è una foto che lo ritrae con Ciccio Franco, il caporione della rivolta di Reggio, e i leader dell'Msi milanese: è un'immagine del 12 aprile 1973, giorno della manifestazione indetta dal Movimento Sociale "contro la violenza rossa". Durante la manifestazione, furono lanciate due bombe a mano Srcm che uccisero il poliziotto Antonio Marino, 22 anni.
Sugli scranni della Camera siede Marcello De Angelis, direttore di Area, la rivista di Gianni Alemanno, ma in passato militante dell'organizzazione fascista Terza Posizione: è stato condannato per associazione sovversiva e banda armata, è stato latitante e poi in carcere per tre anni. Sulle poltrone rosse del Senato siede invece Cristiano De Eccher, protagonista di una storia che a che fare niente di meno che con la strage di piazza Fontana. Molti testimoni provenienti dall'estrema destra lo indicano come il custode dei timer avanzati dopo la […]Mario Borghezio, a lungo deputato e parlamentare europeo del partito di Umberto Bossi, in gioventù è stato esponente di Giovane Europa, il movimento neofascista fondato dal belga Jean Thiriart, ex Waffen-SS che proclamava: "Il plastico sarà il megafono dell'anticomunismo nella seconda metà del ventesimo secolo". L'11 luglio 1976, Borghezio fu fermato dalla polizia nei pressi di Ventimiglia, con una cartolina firmata Ordine Nuovo e indirizzata "al bastardo Luciano Violante" che da magistrato aveva indagato sul tentato golpe di Edgardo Sogno e sull'eversione nera in Piemonte. Il testo della cartolina, costellato di svastiche, era: "Viva Hitler. 10, 100, 1000 Occorsio". Il giudice Vittorio Occorsio era stato ucciso da Ordine Nuovo il giorno prima".


giovedì 17 dicembre 2009

Il talento di Mr Obama



Mi sono fermato cinque minuti a pensare agli ultimi ministri dell'istruzione che la mia memoria ricorda; sono arrivato indietro col tempo solo fino a Berlinguer, dopo tutto non sono così vecchio… E quello che mi ha colpito di questo excursus, è rendermi conto di come ciascuno di questi ministri, in modo indipendente dal proprio schiera mento e orientamento politico, abbia finito il proprio mandato lasciando danni permanenti nel mondo dell'istruzione italiana. Gli studenti universitari come me, ricorderanno che Berlinguer è stato l'artefice della famosa riforma del 3+2, che aveva lo scopo di facilitare gli studenti accorciando i tempi necessari alla laurea; chi vive dentro l'università, sa che le cose sono andate diversamente, con i programmi degli esami che sono spesso rimasti inalterati e spremuti in lassi di tempo più brevi. Poi è stata la volta della Moratti, che invece si è preoccupata molto dell'immagine e poco della sostanza, cambiando i gradi dell'istruzione e spalmando in dieci anni lo studio di alcune materie come la storia. Un'iniziativa assolutamente inutile, mentre sarebbe stato molto meglio investire fondi nelle problematiche classiche della scuola, come i fondi alla ricerca o l'edilizia.

Di Fioroni ricordo poco e niente, perchè poco e niente è riuscito a fare lui insieme al resto dei suoi colleghi del governo: in questo caso la sua colpa è proprio di non aver fatto assolutamente niente. Ed eccoci giunti alla perla, alla nostra cara Gelmini: riconosciamo all'attuale ministro l'abilità di aver fatto passare all'opinione pubblica dei tagli enormi all'istruzione come qualcosa di necessario per garantire la meritocrazia; come a dire: "devo premiare solo i meritevoli, quindi taglio i fondi". La saggezza a volte va oltre la nostra comprensione e non riusciamo a coglierla.

Comunque, come risulta palese, ciò che accomuna questi ministri è il fatto che i governi che essi sostenevano o sostengono abbiano dilapidato i fondi per l'istruzione e quindi il futuro di questo Paese; come dimenticare i 300 milioni di euro che furono sottratti all'istruzione per poter accontentare i camionisti che da giorni presidiavano le autostrade, sotto l'allora governo Prodi… Ormai l'impressione è forte che da decenni a questa parte, qualsiasi sia la maggioranza al governo, la scuola e l'università siano diventate il pozzo da cui attingere quando la finanziaria è con l'acqua alla gola… Stoica fu la resistenza di Rita Levi Moltalcini, che minacciò di far cadere il governo Prodi se non fossero stati destinati dei fondi sufficienti all'istruzione nella finanziaria…

Nessuno si è preoccupato di dare un sostegno allo sviluppo della cultura (in tutte le sue forme) o alla ricerca, per questo i migliori talenti lasciano la nazione per andare dove le loro capacità saranno giudicate e retribuite per quello che valgono, perchè nella vita i sogni sono importanti, ma solo con quelli non si paga l'affitto… Nessuno si è interessato di creare un ponte con le imprese, affinché queste possano sversare qualche fondo nella ricerca e nei settori di loro interesse, magari in cambio di qualche sgravo fiscale… Il fondo è vicino e prima della cancrena del nostro Paese abbiamo ancora poco tempo. Poi ci sopravanzeranno tutti; le cose importanti non sono le centrali atomiche e non solo per un problema economico e ambientale.

Lo scopo di questo post è mostrare che fin dai primi anni della scuola, è possibile investire sui ragazzi affinché contribuiscano al futuro e alla crescita del Paese; a tal proposito riporto quanto scritto sul sito della Casa Bianca, a proposito del nuovo programma educativo promosso e appoggiato (anche economicamente) dal presidente Obama:



"Il presidente Obama ha lanciato la campagna "Educate to innovate" per aumentare la partecipazione e le performance degli studenti americani nella scienza, nella tecnologia, nell'ingegneria e nella matematica (STEM). Questa campagna includerà sostegni non solo da parte del governo federale ma anche da parte di importanti compagnie, fondazioni, associazioni no-profit e società della scienza e dell'ingegneria, per lavorare coi ragazzi di tutta l'America allo scopo di eccellere nella scienza e nella matematica.

Come parte della campagna, questa amministrazione spera di indire una serie di eventi, annunci e altre attività che costituiscono ciò che il presidente definisce "chiamata all'azione" e che sia oggetto delle componenti chiave delle priorità nazionali.



Perchè questo è importante

Possediamo molti grandi istituti, eccellenti insegnanti e studenti di successo in America. Ma ci sono anche segnali allarmanti che, in ogni caso, i nostri studenti dovrebbero fare meglio nel campo della matematica e della scienza.


  • Nella classifica 2006 del programma per la valutazione degli studenti (PISA), gli studenti americani sono risultati al ventunesimo posto per la conoscenza della scienza e venticinquesimi per la conoscenza della matematica su insieme di trenta nazioni sviluppate

  • Nei test di matematica per la valutazione nazionale 2009 del progresso educativo (NAEP), gli studenti della quarta classe non hanno mostrato segni di miglioramento per la prima volta dopo molti anni e gli studenti dell'ottava classe hanno ottenuto solo modesti risultati che evidenziano un minimo progresso. Non stiamo avanzando come dobbiamo



Cosa dobbiamo fare

Attraverso il programma "Educate to innovate" e altri mezzi, dobbiamo:


  • Aumentare la conoscenza sulle STEM così che tutti gli studenti possano imparare approfonditamente le scienze, la matematica, l'ingegneria e la tecnologia e pensarle in modo critico

  • Muovere gli studenti dalla metà della classifica delle nazioni sviluppate alla testa nel prossimo decennio

  • Estendere l'educazione derivante dalle STEM e le opportunità di carriera che queste propongono ai gruppi di persone non rappresentate, come le ragazze e le donne



I primi passi
L'America si sta già impegnando per raggiungere questi obiettivi. Come parte dei sostegni a "Educate to innovate", cinque grandi compagnie stanno guidando la forza dei media, dei giochi interattivi, dell'apprendimento pratico e di volontari, per raggiungere milioni di studenti nei prossimi 4 anni, ispirandoli ad essere la prossima generazione di inventori e innovatori.




  • Time Warner Cable, Discovery Communications, Sesame Street e altri partner porteranno il messaggio della meraviglia dell'invenzione e della scoperta ai bambini e agli studenti

  • Il National Lab Day aiuterà le comunità di supporto tra gli insegnanti nel Paese, culminando in un giorno di partecipazione civile

  • Competizioni nazionali di progettazione nel campo delle STEM svilupperanno possibilità di coinvolgere i ragazzi nella ricerca scientifica e in progettazioni competitive

  • Cinque importanti compagnie e leader (Sally Ride, Craig Barrett, Ursula Burns, Glen Britt e Antonio Perez) guideranno il sostegno per l'aumento della partecipazione privata e filantropica nell'insegnamento e l'apprendimento delle STEM


venerdì 11 dicembre 2009

Il bilanciamento climatico



In una fredda vallata al confine dei Monti Cambriani occidentali in Galles, più di mille alberelli, tutti piantati nei due mesi precedenti, stanno mettendo radici. Le piante sono specie indigene - faggi, frassini, querce, betulle e salici, tra le altre - ma i soldi che stanno dietro le piante non sono affatto indigeni. I passeggeri dei voli aerei prevenienti da luoghi lontani come gli USA e la Nuova Zelanda stanno sborsando 20 dollari a pianta nella speranza che gli alberi possano assorbire dall'atmosfera una quantità di diossido di carbonio pari a quella emessa durante una tratta aerea. Per Ru Hartwell, direttore progettuale di TreeFlights, che offre il servizio, "è una tassa verde auto-imposta - qualcosa di altruistico per il pianeta".

TreeFlights.com è solo una dei beneficiari di una crescente sotto-industria ambientale conosciuta come "bilanciamento del carbonio". Di solito, una di queste nuove compagnie calcola prima la quantità di gas serra che un individuo o un'impresa produce volando, guidando oppure illuminando e riscaldando un'abitazione o un ufficio. I clienti quindi pagano volontariamente le compagnie per poter investire in progetti che bilancino la quantità di carbonio che viene emessa. (Gli americani, affamati di energia, generano 20 tonnellate di diossido di carbonio all'anno pro capite; i Britannici, circa la metà). Così, per qualcosa compreso tra i 4 e i 40 dollari, allo scopo di compensare l'emissione di una tonnellata di diossido, un consumatore, diciamo in Germania, può finanziare le scuole e gli ospedali in Eritrea, perchè questi passino dall'energia elettrica generata tramite combustibile fossile a quella generata tramite pannelli solari. La semplicità dell'idea sta attirando molto interesse. I consumatori e le imprese in giro per il mondo hanno bilanciato volontariamente nel 2005 ben 6 milioni di tonnellate di diossido, elargendo 43 milioni di dollari, sette volte la somma elargita l'anno precedente. (Anche l'allora presidente inglese Tony Blair si diede da fare, avendo ricevuto pressioni affinché bilanciasse le emissioni derivanti dal viaggio della sua famiglia a Capodanno). Nel 2010 si potrebbe arrivare a bilanciare 400 milioni di tonnellate spendendo 5 miliardi di dollari, secondo le previsioni dell'istituto di consulenza ICF International.

Il bilanciamento volontario delle emissioni rappresenta un tipo di impresa ancora non riconosciuto e senza regole comuni per controllare le politiche di gestione dei progetti e delle compagnie che promettono di contrastare le emissioni, così le aziende di bilanciamento si sono presentate con un grosso numero di pratiche e metodi competitivi, non tutti graditi alla clientela.

Prendiamo l'inserimento di nuove piante. Sebbene gli esperti siano d'accordo che una pianta assorba il diossido dall'atmosfera, c'è ancora disaccordo riguardo alla quantità che una foresta può assorbire durante il corso della propria esistenza. Gli scienziati stimano che, a seconda della tipologia di suolo e clima, una foresta di 100 alberi può assorbire dalle 5 alle 10 tonnellate di diossido all'anno. Ma più passa il tempo più le stime diventano difficili. Alcune compagnie, come la London's Carbon Clear, non solo si occupano di piantare i nuovi alberi, ma si interessano anche che questi attecchiscano. Molte altre compagnie potrebbero non essere così diligenti e quindi malattie, incendi e abbattimenti potrebbero diminuire la lunghezza della vita delle piante.

Nell'ottobre del 2006, la Britain's Advertising Standard Authority mosse alla Scottish And Southern Energy (SSE) l'accusa di non essere in grado di provare la promessa di riuscire ad assorbire, tramite l'inserimento di nuovi alberi, le 140000 tonnellate di diossido emesse ogni anno dai suoi clienti. Un portavoce della SSE ha poi confermato l'impossibilità a provare che i 150000 alberi piantati in Brasile, Guatemala e Inghilterra possano mantenere la promessa della sua azienda.

Mentre alcune firme, come il colosso dell'informatica Dell, vogliono ancora sponsorizzare grandi iniziative di riforestazione, altre non stanno cogliendo l'occasione. L'HSBC ha smesso di occuparsi di alberi dopo aver bilanciato con successo 170000 tonnellate delle sue emissioni di diossido nell'ultimo quarto del 2005, tramite investimenti in energie rinnovabili. Secondo un portavoce, nonostante i molti alberi piantati in giro per il mondo, la banca americana non era riuscita a compensare le emissioni globali di inquinanti. L'HSBC cerca nuovi modi efficienti di investire il proprio denaro, come alcune fattorie del vento in Nuova Zelanda. Piantare gli alberi, fa sapere sempre la compagnia, "è una specie di mania". Molti gruppi ambientalisti sono d'accordo. In una recente dichiarazione, Friends of The Earth, Greenpeace e il WWF hanno invitato i consumatori ad evitare la riforestazione in favore di progetti "che supportino il passaggio ad energie non derivanti da combustibili fossili".

Senza regolamenti globali o anche nazionali, gli standard nell'impresa del bilanciamento sono diventati qualcosa di aperto a tutti. Sembra ovvio che i progetti dovrebbero ridurre le emissioni ad un livello più basso di rispetto a quello in cui ci si troverebbe se gli stessi progetti non esistessero, una condizione nota come "addizionalità". Ma questo non sempre succede.

Un certo numero di standard, anche se giunti in ritardo, sarebbe una buona notizia per i consumatori. Le grandi compagnie e i governi già beneficiano di un sistema comune di approvazione dei progetti di bilanciamento sotto gli auspici della Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico. Con un insieme comune di regole, il bilanciamento volontario potrebbe vedere i suoi seguaci - e la credibilità del mercato - aumentare. Ciò è bene, dicono molti ambientalisti, ma questi sottolineano anche che i clienti dovrebbero innanzitutto focalizzarsi nel ridurre le proprie emissioni. "Il bilanciamento potrebbe essere visto come un modo, per governi, imprese e singoli individui, per continuare ad inquinare senza fare cambiamenti nel proprio comportamento", dicono quelli di Friends of The Earth, Greenpeace e WWF nella loro recente dichiarazione. Così se il bilanciamento avrà un ruolo da giocare nell'impedire al genere umano di cuocere il pianeta, sarà un ruolo di supporto.

giovedì 3 dicembre 2009

Deja vu letterari



Come diceva Tito Livio, la storia è "magistra vitae" e in quanto tale dovrebbe portare gli uomini sulla strada verso il non ripetere quello che è già capitato in passato, perchè alcuni errori sono davvero irripetibili. Purtroppo, c'è ancora qualcuno che non riconosce il fatto che la storia sia sempre destinata a ripetersi oppure lo ignora più o meno volontariamente.

Consideriamo per esempio la politica del primo ministro inglese Olivier Cromwell nel '600: il suo odio e quello dei suoi seguaci per gli irlandesi (ritenuti una razza inferiore, un po' come facevano i cristiani coi protestanti) l'aveva portato a instanziare in modo forzoso comunità protestanti nell'allora cattolicissima Irlanda. Il risultato di quell'errore lo conosciamo: decenni di lotte civili, migliaia di morti, innumerevoli attentati. Sangue sparso così violentemente da meritarsi un posto nei testi dei brani pop-rock degli ultimi decenni. Un classico accadimento ed errore storico da cui prendere esempio. Sarà servito?

Circa 300 anni dopo, a seguito della fine della seconda guerra mondiale, per farsi perdonare, come umanità, dei torti inferti agli ebrei (e 6 milioni di morti sono un bel torto), si decideva di impiantare, ancora forzatamente, un nuovo stato ebraico lì dove ormai da tempo si erano insediate comunità musulmane. Un luogo che forse un tempo era stato la patria degli ebrei, ma oggi non poteva più esserlo per gli accadimenti che si erano succeduti. Un errore politico immenso. Il risultato lo sappiamo bene tutti, perchè si vede benissimo ancora oggi, basta accendere la televisione. Un errore commesso in una piccola striscia di terra è riuscito a destabilizzare l'intero medio-oriente. Un altro caso in cui non si è guardato e non si è imparato.

Questo è un esempio che cito spesso perchè è a noi molto vicino e di facile approccio, ma certo le altre casistiche che potrebbero essere citate sono innumerevoli. Ogni volta si assiste, quindi, a un deja vu storico, perchè sentiamo di aver già vissuto, anche solo leggendolo su un libro di storia, quello che ci troviamo a leggere su un giornale. A volte si assiste anche a dei deja vu letterari, quando si legge qualche riga magari scritta secoli prima, ma ancora attualissima, che sembra descrivere perfettamente i tempi moderni e sembra uscita dall'editoriale di qualche giornale del giorno prima.

Questo è quello che è accaduto a me ieri sera, quando ho scoperto delle righe che sembrano dire esattamente quello che accade oggigiorno nel nostro Paese e proprio in questi ultimi tempi; sono parole che avrei tanto voglia di dire a una persona ben precisa e sono sicuro che leggendole penserete alla stessa persona e avrete la stessa voglia di dirle le parole che seguono.


"I popoli non giudicano come le corti di giustizia; non emettono sentenze; lanciano la loro folgore; non condannano i re; li ricacciano nel nulla. Questa giustizia vale quella dei tribunali. [...]

In quale repubblica la necessità di punire il tiranno ha suscitato controversie? Noi cerchiamo in ogni dove degli avvocati per patrocinare la causa di Luigi XVI. Consacriamo come atti legittimi ciò che presso ogni popolo libero sarebbe considerato il peggiore dei crimini. Invitiamo noi stessi i cittadini alla bassezza e alla corruzione. Potremo un giorno anche conferire civiche corone ai difensori di Luigi, poichè se difendono la sua causa possono anche farla trionfare; altrimenti non offriremmo all'universo che una ridicola commedia. E noi osiamo parlare di Repubblica. Invochiamo le forme perchè non abbiamo princìpi; ci vantiamo della nostra delicatezza perchè manchiamo di energia; mettiamo in mostra una falsa umanità perchè non sappiamo rispettare il popolo; siamo teneri con gli oppressori perchè non abbiamo cuori per gli oppressi".



Dal discorso di Maximilien De Robespierre all'assemblea legislativa del 3 dicembre 1792, sulle decisioni da prendere sul cittadino Luigi Capeto.

mercoledì 2 dicembre 2009

Viaggio a Kyoto



Negli scorsi anni, il nome di Kyoto è stato spesso accostato agli accordi internazionali in materia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, sebbene questi accordi non siano stati quasi mai rispettati dai Paesi che li avevano sottoscritti e sebbene alcune delle principali economie del mondo non li avessero per niente sottoscritti.

Ma la città di Kyoto e il Giappone, in cui gli accordi sono stati firmati, come si sono adeguati agli stessi? Uno sguardo interessante viene fornito in questo articolo del TIME del 29 gennaio 2007, che fornisce un'idea esauriente anche del modello ecologico del Giappone, attualmente considerato come il Paese del mondo che meglio ha sposato le problematiche ambientali.

"La seconda più grande economia mondiale (il Giappone, ndr) è innegabilmente la più efficiente nell'uso corretto dell'energia, bruciando poco più della metà del petrolio bruciato dagli USA e producendo la metà del carbonio pro capite. Ciò che sorprende di più, è che il Giappone non fa arrossire solo gli USA, ma anche Paesi fortemente ambientalisti come la Germania. Ma mentre il Giappone prende sul serio gli impegni del protocollo di Kyoto, su altri fronti rischia di allontanarsi dagli obiettivi che questo si prefigge.

In tutta la nazione, le emissioni di carbonio sono in realtà salite dell'8% dal 1990, un cammino che si riflette nella stessa città di Kyoto, dove il numero di automobili è salito dagli 1.3 milioni del 1990 ai 2 milioni del 2002. Il Giappone dovrà tagliare le emissioni di circa il 14% per raggiungere i propri obiettivi.

In un'isola in cui ci sono sempre state troppe persone in poco spazio, la conservazione è sempre stata una parte della vita. Gli shogun dell'epoca Edo salvarono le foreste in continua diminuzione - e forse il Paese stesso - attraverso severe regole di silvicoltura. Sebbene meno propensi dei propri antenati samurai a garantire la conservazione tramite decapitazione, i leader moderni giapponesi intrattengono un frugale rapporto con l'energia. Fin dal 1973, il Giappone ha quasi triplicato la propria produzione industriale mentre il consumo di energia nel settore manifatturiero si è drasticamente appiattito. Gli elettrodomestici sono aumentati di grandezza ma usando progressivamente meno energia, grazie a un programma governativo chiamato Top Runner, che aumenta continuamente gli standard di efficienza, rendendo le abitazioni giapponesi due volte più efficienti di quelle americane.

Memore di Kyoto, il governo si è poi focalizzato a tagliare le emissioni di gas dalle serre. Ciò ha dato inizio alla politica del Cool Biz nel 2005, in base alla quale gli uffici risparmiano l'energia tenendo le temperature estive ad un valore fisso di 28°C. Per battere il caldo, si suggerisce ai colletti bianchi di rinunciare ai vestiti neri, a favore di vestiti con colori accesi e colletti slacciati. Il risultato è il primo ministro che occasionalmente appare come se si stesse rivolgendo al parlamento da una spiaggia di Waikiki, ma almeno il Cool Biz ha più stile di un'altra idea giapponese degli anni '70: le divise a maniche corte. A parte i problemi sartoriali, il Cool Biz ha fatto risparmiare circa 72000 tonnellate di diossido di carbonio nel 2005.

Ma basta? Il Cool Biz, il Top Runner, anche il taxi ibrido che ho preso ieri sera per tornare a casa dall'ufficio, sono grandi idee, ma niente può impedire la stratosferica crescita del Giappone. I condizionatori e i refrigeratori possono essere diventati più efficienti, ma ce ne sono più che mai in giro, insieme ad altri oggetti che richiedono energia e che non esistevano nel 1990, come i televisori piatti e i registratori DVD. Sempre più giapponesi vivono da single e soli, rivelandosi non solo una delusione per i propri genitori che li vorrebbero vedere sposati; stanno anche accrescendo le emissioni di carbonio aumentando il numero globale di nuclei familiari.

Tali cambiamenti stanno avvenendo in tutto il mondo, frustrando anche i migliori sforzi sul clima. Il Giappone mostra che anche per rispettare i modesti impegni di Kyoto, "bisognerebbe fare qualcosa di estremo come un giorno senza auto e uno senza condizionatori ogni settimana", dice Koichi Iwama, un professore di economia dell'università di Wako specializzato in politiche energetiche. Vendere queste idee non porterà i miracoli per cui preghereste in un tempio di Kyoto, ma non sarà facile allo stesso modo"

martedì 1 dicembre 2009

La prima tessera del domino



Non ce la faccio più: sono stanco dello psiconano. Non ce la faccio più a vedermi la sua faccia da culo ovunque, quel suo sorriso da post-paresi, con cui cerca di affabulare quelli che lo guardano e che lo idolatrano come un eroe dei fumetti. Nel giro di due legislazioni, è riuscito a sistemarsi tutti i suoi affari personali e nel corso di questa sta per preparare il suo capolavoro assoluto. Non ce la faccio più a guardare i telegiornali asserviti in cui i suoi servi leccaculo vanno a difenderlo con facce da culo seconde solo alla sua. Avevo esultato quando il lodo Alfano era stato rigettato, per scoprire il giorno dopo che quella specie di avvocato di Ghedini stava lavorando già al piano B: accorciare i processi.

Così tutti i processi in cui risulta imputato da più di due anni cadranno come le foglie in questa stagione; fa niente se essi si trascineranno dietro i processi Parmalat e Tissen, dove qualcuno è morto o ha visto polverizzati i propri risparmi. Salvarne uno, per condannarne tanti.

Sono stanco di sentire lo psiconano che si atteggia a protettore della cristianità e dei valori della famiglia, quando lui ne ha più di una e tradisce sua moglie con le donnine allegre che frequentano le sue feste e che naturalmente capitano sul posto sempre per caso, poi finiscono nel suo letto per uno strano gioco del destino e lui ci si trova in posizione missionario senza saperne il perchè. In qualsiasi altro paese del mondo un presidente si sarebbe dimesso, ma tanto lui non si farebbe condannare, figuriamoci se penserebbe mai di dimettersi... Ora sta elaborando una nuova legge che gli permetta di non comparire alle udienze a suo carico, adducendo come motivo i suoi impegni istituzionali; la costituzione non prevede questi impegni come un oggettivo impedimento, ma se riuscisse nel suo intento, i giudici dovrebbero riconoscere come valide le sue motivazioni e rimandare il processo, allungandone i tempi, magari fino a due anni, giusto in tempo per farlo cadere in prescrizione... Peccato che la riduzione dei processi non si applichi agli imputati che si trovano al terzo grado di giudizio, così Mills, condannato per essere stato corrotto dallo psiconano per corrompere, non potrà benificiarne. Chissà che Mills non decida di parlare e mettere fine a questa contraddizione in cui il corrotto viene condannato ma non il suo corruttore, la cui identità è ben nota dai giudici.

Sono stanco di vedere il rappresentante del mio Paese, anche se non l'ho votato, circondarsi di collaboratori condannati per reati vari (anche mafiosi), che entrano in parlamento e rappresentano la legalità; sono stanco di sentirlo elogiare i dittatori di mezza Europa, come Lukashenko (dittatore della Bielorussia, ultimo stato oppresso rimasto nel continente), ospitandone alcuni nelle sue ville, come nel caso di Putin, che non ci ha pensato due volte a spargere il sangue dei ceceni (con l'approvazione dello psiconano, motivo per cui il senatore Guzzanti lasciò Forza Italia) o a far assassinare una giornalista scomoda, anche se ovviamente di questo non potremo avere prove. Lo psiconano ha definito il presidente bielorusso "amato dal popolo" e questo non deve sorprendere, perchè il VOSTRO presidente del consiglio, come ha detto Fini in un audio rubato, confonde l'approvazione del popolo che lo legittima a governare, con l'impunità.

Sono stufo di vedere all'opera l'ennesimo ministro dell'istruzione incompetente, che come al solito non c'entra niente col mondo dell'istruzione e che per entrare nell'albo della sua professione è scesa fino in Calabria per sostenere l'esame, in modo da passarlo in modo agevole; è andata in giro per la trasmissioni ad edulcorare le teste della gente che dentro la scuola non ci vive e che ha creduto ingenuamente alle sue parole. Parole con cui ha giustificato gli ennesimi pesanti tagli con la necessità di maggiore meritocrazia, come se le due cose fossero necessariamente staccate e senza nessun nesso. Come diceva Calamandrei, uno degli autori della nostra costituzione, se si vuole preparare un colpo di stato, il primo paso è quello di attaccare e denigrare la scuola e l'università. E' questo che stanno facendo, demonizzando l'istruzione e chi lavora al suo interno, prostrando la già martoriata scuola pubblica a quella privata, creando automi asserviti alle esigenze delle imprese, alla rincorsa di questa assurda idea della flessibilità, che per un lavoratore sarà sempre e solo una flessibilità a novanta gradi.

Sono stanco di questa opposizione, che è stata e continua ad essere complice dello psiconano, senza compiere l'obiettivo a cui l'hanno destinata i suoi elettori e, notizia di oggi, potrebbe essere pronta a raggiungere accordi per consentire al nano di godere della sua impunità, dopo che già in passato D'Alema gli ha regalato le frequenze televisive nazionali senza quasi fargli pagare tasse. Dopo settimane in giro a dire che non ci sarebbe stato accordo se il premier avesse continuato nella sua lotta per se stesso, ora scopriamo che accordi potrebbero essere possibili. Mi immagino i tesserati del PD: vorranno strappare la propria tessera.

Siccome esistono, fortunatamente, in Italia, altre persone scocciate come me, Facebook e il web (ultimo baluardo della libertà di cronaca e pensiero) hanno organizzato per il 5 dicembre il NO B DAY, a Roma, in Piazza della Repubblica (di fronte alla stazione Termini), per chiedere le dimissioni dello psiconano. Mi augurerei che non ci fossero bandiere di partito, così che il giorno dopo non si possa definire la manifestazione politicizzata, visto che fra l'altro vedrà la presenza di cittadini di tutti gli orientamenti politici. La piazza non è enorme come altre che sarebbero potute essere concesse per l'evento, ma pullman da tutta Italia sono pronti a partire alla volta di Roma e la piazza ha buone speranze di essere riempita. La speranza è che la manifestazione sia la prima tessera del domino che porterà agli eventi che metteranno fine all'epoca dello psiconano maledetto, con gli accadimenti a rincorrersi l'uno con l'altro, fino alla scomparsa definitiva dell'usurpatore e il ritorno della libertà e dell'uguaglianza. Lo auguro a tutti dal profondo del cuore, come regalo di Natale.

Ad maiora semper.


Spot del No B Day