lunedì 21 dicembre 2009

Il clima di odio e i falsi agnelli



Eh sì, lo avevo pensato cinque secondi dopo aver saputo del souvenir del duomo lanciato sulla capoccia del premier e quello che avevo ipotizzato si è verificato. L'episodio è stato utilizzato per demonizzare tutti gli oppositori dello psiconano, senza distinzione di genere e orientamento politico. A base delle catilinarie di molti esponenti del centro-destra, questa forte supposizione che precedentemente all'accadimento meneghino vi fosse in giro per il Paese una specie di clima d'odio che si diffondeva come l'influenza A. Sinceramente non si può negare che ci fosse un po' di attrito nella dialettica politica, considerate anche le ultime inchieste sullo psiconano, ma da qui a dire che vi fosse un clima irrespirabile ce ne passa eccome.

In realtà, bisogna cominciare a pensare che il souvenir lanciato dallo psicopatico al premier, sia da considerarsi una vera manna per il PDL, ossigeno fresco potremmo dire: le ultime vicende legate ai fatti delle mignotte al seguito del premier, delle innumerevoli prove dei suoi rapporti con personaggi mafiosi di spicco e le parole (intercetta e non) di Fini che non si sente più di appoggiare il suo alleato in tutte le sue azioni, hanno fatto cadere di molto l'indice di gradimento dello psiconano; naturalmente questo viene rilevato solo dalle indagini e dai dati veri (che lui fra l'altro conosce benissimo, secondo me), perchè i dati che riporta nei suoi comizi sono volutamente edulcorati e lo vedono sempre in vantaggio e in continua ascesa alle orecchie di chi lo ascolta.

Ora che le guglie sono state lanciate, i suoi servi della gleba possono riempire i vari salotti televisivi a scatenare le loro accuse di complotto contro i mandanti del lancio e i creatori del clima d'odio: la sinistra (che è l'unica innocente, vista anche l'incapacità di fare opposizione), i giudici, Di Pietro, Travaglio, Santoro; mancano all'appello solo Topolino, Paperino e la Banda Bassotti. Così ora i pidiellini possono far passare le invettive di Di Pietro come tentativi di destabilizzazione, le continua comparse del nome di B. nei processi anti-mafia come attacchi da parte di certe toghe rosse, il lavoro di giornalisti come Travaglio per attacchi al sistema per sovvertire la maggioranza. Insomma, la condanna a morte dei colpevoli è servita.
Ma chi sta cercando nuove leggi e modifiche della costituzione per non farsi processare, mentre i normali cittadini hanno affrontato la giustizia e stanno pagando peri i propri errori? Chi sta cercando di far accorciare i tempi della prescrizione per far cadere i propri processi, destinando però quelli dei cittadini normali a non concludersi, lasciando insoddisfatte le seti di giustizia di migliaia di persone? Chi fa rientrare i tesoretti esteri di imprenditori e mafiosi, costringendo questi a pagare irrisorie tassazioni (mi modo anonimo e senza condanne), deridendo i cittadini che ogni giorno pagano onestamente le tasse? Una sola persona e ora abbiamo finalmente scovato chi è la causa del clima di odio. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Ovviamente non vogliamo giustificare la violenza che è sbagliata sempre: lo psiconano dev'essere sconfitto dalle urne e non da un modellino opportunamente lanciato; ma in ogni caso non si può negare che con i suoi comportamenti se la sia cercata: lui ha generata l'odio, l'odio ha mosso una gran parte dell'opinione pubblica, il movimento della massa ha indirizzato erroneamente la mente già deviata dello psicopatico lanciatore. Adesso, la maggioranza può sfruttare a suo vantaggio la situazione per richiamare ai TONI BASSI, che nel loro linguaggio settario indica il non parlare e il tacere le verità scomode. Ma chi sono questi personaggi che invitano ai toni bassi? Andiamoli a vedere più da vicino, riportando parte di un articolo comparso sul Fatto Quotidiano del 17 dicembre 2009:

"Maurizio Gasparri è tutto dentro la storia dell'Msi romano, con i suoi mazzieri, le sue squadre nere, le sue azioni di piazza. Ignazio La Russa era invece conosciuto a Milano come in dirigente (segretario regionale del Fronte della Gioventù)di quella destra che si presentava davanti alle scuole e nelle piazze armata di catene e coltelli. C'è una foto che lo ritrae con Ciccio Franco, il caporione della rivolta di Reggio, e i leader dell'Msi milanese: è un'immagine del 12 aprile 1973, giorno della manifestazione indetta dal Movimento Sociale "contro la violenza rossa". Durante la manifestazione, furono lanciate due bombe a mano Srcm che uccisero il poliziotto Antonio Marino, 22 anni.
Sugli scranni della Camera siede Marcello De Angelis, direttore di Area, la rivista di Gianni Alemanno, ma in passato militante dell'organizzazione fascista Terza Posizione: è stato condannato per associazione sovversiva e banda armata, è stato latitante e poi in carcere per tre anni. Sulle poltrone rosse del Senato siede invece Cristiano De Eccher, protagonista di una storia che a che fare niente di meno che con la strage di piazza Fontana. Molti testimoni provenienti dall'estrema destra lo indicano come il custode dei timer avanzati dopo la […]Mario Borghezio, a lungo deputato e parlamentare europeo del partito di Umberto Bossi, in gioventù è stato esponente di Giovane Europa, il movimento neofascista fondato dal belga Jean Thiriart, ex Waffen-SS che proclamava: "Il plastico sarà il megafono dell'anticomunismo nella seconda metà del ventesimo secolo". L'11 luglio 1976, Borghezio fu fermato dalla polizia nei pressi di Ventimiglia, con una cartolina firmata Ordine Nuovo e indirizzata "al bastardo Luciano Violante" che da magistrato aveva indagato sul tentato golpe di Edgardo Sogno e sull'eversione nera in Piemonte. Il testo della cartolina, costellato di svastiche, era: "Viva Hitler. 10, 100, 1000 Occorsio". Il giudice Vittorio Occorsio era stato ucciso da Ordine Nuovo il giorno prima".


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