sabato 23 febbraio 2008

Ma conviene davvero farsi un'automobile?


Diciamocelo chiaramente: ma conviene davvero comprare un'automobile oggigiorno? Giunto ormai alla veneranda età di 25 anni, ho già superato quella fase in cui il giovane (specie se dotato di gonadi maschili), sente l'irrefrenabile bisogno di porre un motore sotto le sue terga. In realtà, è probabile che io questo bisogno non l'abbia mai provato e in qualche modo mi ritengo un privilegiato; già a 14 anni si intuiva che questo bisogno non si sarebbe presentato, quando nello scegliere il computer al posto del motorino, impiegai poco più di un decimo di secondo. Un destino segnato in pratica.
Ma ipotizziamo che oggi io voglia comprarmi una macchina e gettarmi nel mondo della guida. Tanto per cominciare bisogna mettere nel conto le spese per guadagnarsi una patente, le quali possono essere ridotte preparando gli esami da privatista, ma che comunque prevedono un ammontare minimo sindacale da gettare nelle profonde tasche della motorizzazione. Fatto ciò bisogno procurarsi il mezzo atto alla guida, cioè la macchina; se ci si accontenta e si accetta un'auto di seconda mano, con un investimento prossimo ai 5000€ si può trovare un macinino su misura, a cui magari sono stati cancellati i chilometri percorsi con abili magheggi. La circolazione non è permessa senza assicurazione, la quale in città può raggiungere i 2000€ per un neo-patentato e che seppure si dovesse ridurre nel tempo (con metodologie tipo bonus-malus), si continuerà a pagare finchè nella propria vita si userà un'automobile. Detto ciò lo Stato prevede il pagamento di una tassa annua, il bollo, se si vuole circolare (sottolineamo che si continua a pagare solo in Italia), angustiando gli automobilisti ogni 12 mesi. Se il nostro trabiccolo è di seconda mano, è probabile che sia troppo vecchio per i vigenti parametri ambientali, così o saremo spesso soggetti alle targhe alterne o in ogni caso al centro non entreremo mai. Si badi, io sono favorevole a tutto ciò che riduca il numero di macchine in circolazione, tant'è che se dipendesse da me, al centro di Roma entrerebbero motorizzati solo bus, taxi e lavoranti che hanno bisogno del mezzo, impiegati e segretarie non hanno bisogno del motore sotto le terga, possono usare bus e metrò (tutto questo fa parte di un piano decennale che ho in mente).
Dovunque ci si trovi in città, si deve convivere con il rebus: "Dove parcheggio?".
Le città ormai, un po' per speculazione, un po' per costringere la popolazione a lasciare a casa l'auto, hanno trasformato tutti gli spazi in strisce blu, cosichè si deve sborsare un euro all'ora (se non più) e se si deve lasciare in un parcheggio l'auto per tutto il giorno, la botta economica si fa sentire e come. Poi si apre il giornale e si sente delle decine di morti su strada. E magari ci si tocca, se si è automobilisti.
E pensare che tutti questi problemi potrebbere essere risolti mantenendo una bicicletta al posto dell'auto, costruendo piste ciclabili, usando i mezzi pubblici nei giorni di tempo avverso. Non si dica che i mezzi non passano mai, succede perchè le strade sono piene di macchine. Tutti ne hanno una, qualcuno parcheggerebbe anche in chiesa, se potesse.
Ma poichè l'esigenza principale della macchina si sente soprattutto se si esce di sera e si torna a casa tardi (magari dopo un concerto), io mi chiedo, viste le enormi spese da sostenere: ma non conviene prendere un taxi?

1 commento:

hackforaday ha detto...

Ciao bia volevo chiederti se mi linki sul tuo blog il mio:
http://hackforaday.blogspot.com