
Era un periodo di grande studio, un periodo in cui fiumi scroscianti di sudore ricadevano copiosi sulle pagine dei libri di fisica. Tanto profondere di liquidi organici si giustificaava con l'imminente esame della medesima materia e con la temperatura sempre più preestiva che circondava i nostri corpi silvani. Visto l'imminente arrivo della verifica di fisica, decisi che per essere come al solito tempestivo nella mia iscrizione all'appello, dovessi recarmi al dipartimento di Fisica, acciocchè la mia prenotazione allo stesso fosse resa effettiva, assicurandomi un posto tra i fortunati presenti.
Recatomi pertanto al dipartimento, venivo accolto da un gentile signore in guardiola, il quale mi prenota con estrema lena e mi fornisce, scritta di sua mano, la password per effettuare la prossima volta la prenotazione tramite l'ultra-tecnologico portale del dipartimento, appena messo a nuovo.
Tutto contento e soddisfatto per il proficuo viaggio effettuato, inserisco il pizzino appena fornitomi nel portafoglio e mi reco zelante di nuovo al versamento dei liquidi organici dermatologici sui teoremi di Gauss e degli criminali che li hanno concepiti.
Purtroppo il giorno dell'esame, un oroscopo sfavorevole mi ha impedito di superare in scioltezza la prova scritta, dal momento che proprio quel giorno Marte di univa in matrimonio col Capricorno e il Toro cavalcava Venere in trigono in Acquario.
Così, sconsolato ma non sconfitto, faccio fagotto e torno per qualche giorno l paesello, allo scopo di trascorrerre una Pasqua tranquilla.
Nonostante le festività, il sottoscritto non manca di profondere altrettanto sforzo sulle sudate carte, e perchè i liquidi versati sugli stessi non fossero inferiori a quelli pre-pasquali, vi versava, oltre a quelli della tempia, anche quelli ascellari.
Essendo lontano dal dipartimento, decido di effettuare prenotazione da casa al secondo appello con il pratico portale multimediale; recupero pertanto il pratico pizzino dal portafoglio e inserisco ID e password, come suggerito dal fedele impiegato della portineria. Purtroppo, a causa di un oroscopo ancora sfavorevole, il sistema non riconosce la password fornita, la matricolo vecchia, quella nuova, quella vecchia e quella nuova combinate con la matricola, quella vecchia e quella nuova combinate con la matricola e scritte sia in stampatello che in corsivo.
A causa di tale tristo accadimento, non riesco a prenotarmi e le prenotazioni scadono in modo inesorabile ed infelice.
Tornato all'Urbe pochi giorni prima dell'esame, mi reco nuovamente in portineria per esporre il tedioso problema, ma il fido dipendente questa volta declina le sue responsabilità, e mi rimanda alla responsabilità della responsabile.
Mi si presenta così davanti alle pupille visive, una dipendente dall'altezza prossima al metro e una Vigorsol, che mi pone l'amletica questione: "Che voi?". Esposto il mio problema con dovizia di particolari, la dipendente evasa dal villaggio dei Puffi, mi conduceva nel suo studio per rifornirmi la password, senza assicurarmi la prenotazione. Richiesto un post-it dal blocchetto sul tavolo per prendere nota, il soggetto in questione assumeva colorito verdognolo, tendente all'Hulk misto a Shrek e mi guardava con OCCHI DI BRAGIA. Calmati i suoi spiriti ultraterreni, mi si rivolgeva con vulgata circumromana, pronunciando le seguenti parole profetiche: "Ma perchè te vieni qui senza la carta 'ndo devi da scrive?". Avvistata comunque la mia meraviglia mista a stomachevoli sensazioni, la donna semi-umana estraeva dal suo cassetto rimasugli di un post-it del 1986 e penna dell'epoca pre-coloniale, che lanciava con professionalità da olimpico del giavellotto sul desco atto al suo lavoro.
Scritto quanto necessario sul supporto cartaceo fornitomi, salutavo con reverenza e portavo con me l'estrema gentilezza della dama di cui ancor oggi porto un incancellabile ricordo.
Si ringrazia l'università per la sempre ottima scelta dei dipendenti, come al solito al servizio dello studente.

1 commento:
Complimenti Biagio ancora una volta per la tua eloquenza seconda solo alla caratterizzazione delle pochezza intelletuale di chi ci amministra e alla dovizia con la quale descrivi le cose e le persone di taluni impiegati improbabili e improponibili. Rieccheggia qua e la un nostalgico richiamo ai poeti scomparsi di stampo ermetico nei versi "...tratti silvani ..." ed il tutto è permeato da riminiscenze prescolastiche (tra l altro ben consolidate) e citazioni contestualizzate alla "corona fiorentina" (Dante per intenderci). Il richiamo all' atrologia per giustificare questioni delicate è divertente e perfettamente in tema con la mentalità pantofolaia del secolo attuale , i richiami alle secrezionji dermiche sebbene in prima istanza facciano accennare un sorriso vengono poi nel proseguo abusati tanto da sconsigliarne al blogger un perseverante quanto ostinato rifugio come escamotage linguistico.Nonostante tutto continuerò a seguirti Buon Lavoro
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